17 Aprile 2021, sabato
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Italia, divisa in 3 ‘fasce’: Veneto, Vda, Sicilia, Calabria non ci stanno! Parlano i Governatori

Ieri, il Premier Conte durante la Conferenza ha delucidato il nuovo decreto che partirà domani 6 novembre. Sappiamo dunque che l’Italia è stata suddivisa in 3 zone: gialla, arancio e rossa. Nella prima ci sono: AbruzzoBasilicataCampaniaEmilia RomagnaLazioLiguria, ToscanaMolise, MarcheSardegna, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Veneto con le province Trento e Bolzano ossia zone dove la situazione e sotto controllo anche se e mediamente critica.

Nella seconda Puglia e Sicilia, dove la situazione è mediamente critica. E poi arriviamo alle zone più critiche: LombardiaPiemonteCalabriaValle D’Aosta. Certamente alla vigilia della decisione molti governatori non sono d’accordo. Come?

Luca Zaia, Presidente del Veneto: ‘’La classificazione delle Regioni in diverse aree non deve scatenare una guerra tra poveri. La nostra classificazione in area gialla dimostra che fino ad ora, ripeto fino ad ora, il sistema di gestione e il modello sanitario hanno tenuto”.

Erik Lavevaz, Presidente Vda: “La situazione è difficile e serve una presa di coscienza da parte di tutti.Più saremo attenti nell’applicare le prescrizioni, anche nella vita privata, prima la situazione sanitaria migliorerà e prima torneremo alla normalità. L’obiettivo è cercare di salvare non solo la nostra libertà durante le feste Natalizie, ma soprattutto l’economia nel periodo forse più importante dell’anno’’.

Nello Musumeci, Presidente Sicilia: ‘’La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a ‘zona arancione’ appare assurda e irragionevole. Il ministro della Salute Speranza, ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica”.

Antonino Spirlì, Presidente Calabria.  ‘’Il ministro Speranza mi ha comunicato, per telefono, che il Consiglio dei ministri aveva deciso di dichiarare ‘zona rossa’ tutta la regione Calabria. L’ho appreso con costernazione, rabbia e sgomento. Penso alle decine di migliaia di imprese che saranno costrette a chiudere i battenti forzatamente e, a mio parere, senza un motivo valido; penso ai due milioni di calabresi che si vedono privati delle più elementari libertà personali; mi arrabbio, perché tutto questo poteva essere evitato, se solo il Governo avesse ascoltato i miei ripetuti appelli che, carte alla mano, ho fatto, nei giorni scorsi e fino alle ultime ore, per cercare di convincere chi, in realtà, si era già abbondantemente convinto a prescindere”.

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