25 Ottobre 2020, domenica
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Vale il licenziamento verbale?

Se il licenziamento è avvenuto senza alcun documento scritto, è il lavoratore che deve dimostrare che è stato il datore di lavoro a recedere dal rapporto. Questa è la vicenda: MT sostiene di essere stato licenziato verbalmente dall’azienda di cui è dipendente.

Dato che la legge prevede che il licenziamento  per essere efficace debba avere forma scritta, MT ricorre in tribunale chiedendo di essere reintegrato nel posto di lavoro. L’azienda sostiene invece che è stato lo stesso dipendente a dare a voce le dimissioni e poi a non presentarsi più in azienda. Una delle due parti, quindi, dice il falso. I primi due gradi di giudizio danno ragione al lavoratore.

Poi la controversia finisce in cassazione che annulla le precedenti decisioni e dispone che venga effettuato un nuovo giudizio. La suprema corte afferma che è il dipendente che sostiene di essere stato licenziato che deve dimostrare al giudice che è stato il datore di lavoro a interrompere il rapporto. Se il licenziamento è stato comunicato verbalmente, il lavoratore dovrà portare prove a sostegno della propria ricostruzione.

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