41 Bis, fossa comune di 800 sepolti vivi

|a cura di Gemma Tisci

La morte civile, o peggio la disumanizzazione per chi ne è sottoposto. Isolamento totale persino nell’ora d’aria, niente fornelletto per cucinare e meno capi di biancheria, la Tv ad orario e tante altre piccole attività quotidiane, negate, come lo scambio di libri tra detenuti e nessun tipo di rapporti con l’esterno. La visita di un solo familiare stabilita un giorno al mese e dalla durata di due ore, poi silenzio assoluto e buio. Questo è il destino dei circa 800 detenuti dislocati nelle carceri del territorio nazionale che alla pena detentiva si è aggiunta la pena “ostativa” del 41 bis che ha lo scopo non certo di recupero ma disumanizzazione.  Simbolo di tale regime è certamente l’ex boss Raffaele Cutolo a regime duro ostativo e in isolamento totale dal 1982, e che solo dopo anni di ricorsi da parte degli avvocati, a causa del suo precario stato di salute, poco più di una settimana fa si è aperto lo spiraglio dell’indulgenza con il trasferimento dell’ex boss in ospedale. Per lui e per tutti gli altri detenuti sottoposti a regime di carcere duro, l’impegno di Sergio D’Elia e dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” di organizzare un’interrogazione parlamentare.

Attualmente, tra i casi di 41 bis più lunghi e con formule ostative più dure quelle addebitate proprio al fondatore della nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo, oramai 79enne, di cui più di cinquanta, tranne due brevi latitanze, trascorsi in carcere. Un uomo oramai vecchio e affetto da diverse e gravi patologie croniche che si trascina addosso da anni. “Per lui la condanna a morte è stata trasformata in una perenne tortura che lo fa soffrire e morire giorno per giorno – ha ripetuto più volte la moglie Immacolata Iacone durante la diretta online all’incontro organizzato dall’associazione Nessuno tocchi Caino – alle tante privazioni in cui è sottoposto dal 1982, compreso l’isolamento totale, gli sono state negate le cure di cui da tempo ha urgente bisogno”. Parole disperate, ripetute più volte durante la diretta online.  A quanto pare, l’uomo da qualche mese non in grado di comunicare neppure con lei, unico volto e unica voce che il detenuto ha il permesso di vedere e parlare per due ore al mese, l’avvocato Gaetano Aufiero, legale di famiglia, parla di anticostituzionalità e annuncia ricorsi alla Corte Europea per i diritti umani nei confronti di una persona non più in grado di fare del male e oramai privo di qualsiasi contatto con la realtà.

Una storia lunga e controversa quella dell’ex padrino e fondatore della nuova camorra organizzata, tra le più imponenti cosche malavitose della storia. Nata negli anni ’70, nella guerra contro la nuova famiglia ha inondato le strade di sangue.

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