Quali obblighi di riservatezza per i dipendenti?

Secondo il codice civile, colui che lavora alle dipendenze di un’impresa non solo è tenuto a non fare concorrenza all’imprenditore, ma non deve nemmeno divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio [Art. 2105 cod. civ.].  Si tratta del cosiddetto dovere di fedeltà che la legge impone a tutti i lavoratori subordinati di un’impresa e che si concretizza in due principi differenti:

  • il divieto di concorrenza;
  • l’obbligo di riservatezza.

Dunque, è la legge stessa a imporre ai dipendenti un divieto di divulgazione delle informazioni che riguardano il proprio datore di lavoro. Quest’ultimo poi, al momento della stipula del contratto d’assunzione, potrà determinare la portata effettiva dell’obbligo di riservatezza, stabilendo eventualmente le informazioni precise che non possono essere diffuse a terzi e le sanzioni nel caso di violazione.

Secondo la giurisprudenza [Cass., sent. n. 12804 del 22/05/2017], l’obbligo di riservatezza imposto dalla legge ai dipendenti riguarda solamente gli aspetti più importanti e significativi della realtà aziendale. Toccherà pertanto al singolo datore di lavoro estendere il patto di riservatezza anche ad aspetti ulteriori, magari più marginali, dell’ambiente lavorativo.

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