Sanità e politica: Attilio Fontana ci rimette la faccia con la Dama Spa

|a cura di Maria Parente

Scivolone storico e scandaloso , per quanto possa riferirsi artefatto, vede protagonista il governatore della Regione Lombardia di matrice leghista Attilio Fontana già travolto dalla non felice gestione dell’emergenza sanitaria: una posizione, la sua, già in bilico e confermata dalle minacce rivolte alla sua persona poiché sembrerebbe che le quasi 34.000 vittime da Covid19 solo in Lombardia non possa essere considerato un dato trionfale nell’arginare l’epidemia sul territorio e nelle cure sanitarie praticate sugli affetti che ammontano in totale a 235.000(confermati). Colpe che ovviamente sono ripartite con Giulio Gallera, assessore alla sanità per la Regione Lombardia.

Ma veniamo al dunque e alla nuova esorbitante accusa mossa da Il Fatto Quotidiano: durante l’emergenza sanitaria, nel cuore dell’epidemia, quando ammalati e morti scorrevano come granellini di sabbia all’interno di una clessidra, camici e altri dispositivi di protezione sarebbero stati forniti alla Regione Lombardia dalla Dama spa, azienda di cui la moglie di Attilio Fontana, Roberta Dini, è socia per il 10%, mentre la quota maggioritaria è controllata dal cognato del governatore, Andrea Dini, che ha il ruolo di ceo. Notizia diffusa da Il Fatto e promotrice del servizio di Report, programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci,in onda in prima serata su Rai 3.

Attilio Fontana, Presidente regione Lombardia

Praticamente, in un primo momento per l’ordine era previsto un pagamento da 513 mila euro, ma poi le fatture sono state stornate a maggio, circa un mese dopo. I fatti risalgono al 16 aprile. In piena pandemia, la Regione, attraverso la sua centrale acquisti Aria, ha ordinato alla società Dama spa con una «procedura negoziata, senza gara d’appalto» — spiega la trasmissione della Rai — «75 mila camici e 7000 tra cappellini e calzari. Il tutto per un valore di 513 mila euro». La replica di Aria è che si è trattato di una donazione: la Regione non ha speso un euro. 

Report contesta che si tratta di un’aggiudicazione e che nella lettera della Regione «si specifica infatti che il pagamento avverrà tramite bonifico entro 60 giorni dalla data di fatturazione».

Fontana ha risposto per iscritto agli inviati di Report di “non sapere nulla della procedura attivata da Aria, non sono mai intervenuto in alcun modo. Regione Lombardia attraverso la stazione appaltante Aria Spa non ha eseguito nessun pagamento per quei camici e l’intera fornitura è stata erogata dall’azienda a titolo gratuito“. Il governatore annuncia di aver dato mandato ai suoi legali di querelare il quotidiano e di aver diffidato la trasmissione dal trasmettere “un servizio che non chiarisce in maniera inequivocabile come si sono svolti i fatti e la mia totale estraneità alla vicenda”.

Oltre il danno, la beffa: speculazioni macabre che se confermate contribuiranno alla discesa non solo del singolo imputato , nel caso Attilio Fontana, ma di tutto il sistema leghista già popolarmente sceso nelle graduatorie di preferenza per le future politiche. Se fosse tutto vero e se lo stesso Fontana che si dichiara estraneo risulterà coinvolto e consenziente alle operazioni, si ripeterà un episodio vergognoso, di sciacallaggio, verificatosi in un periodo drammatico, socialmente ed economicamente, per il nostro Paese.

Written By
More from Redazione

Rientro a scuola: distribuzione di latte, frutta e verdura agli scolari grazie al programma dell’UE

Bruxelles, 3 settembre 2018-Con l’apertura dell’anno scolastico riprende nei paesi partecipanti il...
Read More