Piersanti Mattarella, quarant’anni fa l’omicidio: le confidenze alla stampa dell’amico Giovanni Cordio

A quarant’anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella,ex Presidente della Regione siciliana, le dichiarazioni di Giovanni Cordio  uno degli amici più stretti, calcano i momenti più significativi che precedono il tragico episodio

Quando tornò da Roma, dove ebbe un singolare incontro con l’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni, mi sembrò molto preoccupato, ma non mi disse il motivo. Io non gli chiesi il perché della sua preoccupazione, ma era un’impressione che tuttora, nonostante siano trascorsi 40 anni, ritengo fondata. Una concausa della sua uccisione potrebbe essere stata proprio quell’incontro a Roma e il colloquio che ebbe con il capo del Viminale di quel momento”. Risultati immagini per piersanti mattarella

Giovanni Cordio, oggi ultranovantenne, che faceva parte della corrente morotea della Democrazia cristiana, è convinto che nell’uccisione di Mattarella, ancora oggi avvolta nel buio perché non si conosce il nome del killer che sparò al Governatore, potrebbe avere avuto un ruolo il viaggio romano fatto poco tempo prima dell’omicidio al Viminale.

Al processo il capo di gabinetto di Mattarella, Maria Trizzino, la sua più stretta collaboratrice, raccontò che al ritorno dalla Capitale, Piersanti Mattarella, “turbato” le avrebbe confidato che lei “doveva ricordarsi di quell’incontro romano” se per caso “gli fosse successo qualcosa”.

“Ma con me non parlò del contenuto di quell’incontro, eppure ci vedevamo tutti i giorni ed eravamo in ottimi rapporti- racconta oggi l’amico Giovanni Cordio – Però la mia impressione è che Piersanti fosse corrugato, come se temesse qualche pericolo impercettibile”. Nel novembre del 1979, due mesi prima di essere ucciso a Palermo, l’allora Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella andò a trovare l’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni per sfogarsi sulle difficoltà incontrate nella guida di Palazzo d’Orleans. Come ha raccontato lo stesso Rognoni deponendo nel 2017 al processo sulla trattativa Stato-mafia a Palermo.

“Io ebbi la felice opportunità, già da quando ero studente al liceo di Salemi (Trapani ndr) di affiancare nel dopoguerra l’azione di rinascita promossa generosamente dall’onorevole Bernardo Mattarella, padre di Sergio e Piersanti, della partecipazione dei cattolici alla vita pubblica del paese riprendendo l’opera di Luigi Sturzo, che era stata interotta dall’avvento del fascismo”, racconta Cordio. Bernardo Mattarella, come ricorda ancora Cordio, che domani mattina sarà tra gli ospiti d’onore alla commemorazione che si terrà all’Assemblea regionale siciliana, “fu anche uno degli esponenti più qualificati nel contrastare nel dopoguerra il separatismo di Finocchiaro Aprile che tendeva a staccare la Sicilia dal resto d’Italia rompendo l’unità nazionale raggiunta con grande sacrificio durante il Risorgimento”.

fonte adnkronos

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