14 Giugno 2021, lunedì
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Bambini stranieri esclusi dalla mensa a Lodi: “Condotta discriminatoria”

Sono stati discriminati i piccoli alunni stranieri di Lodi tenuti fuori dalla mensa scolastica a causa di una delibera, voluta dalla sindaca leghista Sara Casanova, che imponeva alle famiglie certificati non richiesti a quelle degli italiani.  Anche i cittadini non appartenenti all’Unione europea devono poter presentare la domanda per accedere alle prestazioni sociali con il modello Isee alle stesse condizioni dei cittadini dell’Unione. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano con un’ordinanza che chiede al Comune di Lodi di modificare il regolamento.

”I giudici -dice all’Adnkronos Alberto Guariso, che ha avuto il mandato di fare ricorso contro la decisione del Comune dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione- hanno accertato il carattere discriminatorio. Una decisione che ci soddisfa pienamente perchè affronta il problema di fondo e che cioè ai cittadini italiani e stranieri deve essere garantita parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni sociali”. Una parità ”fissata dalle norme sull’Isee che prevedono dichiarazioni identiche per italiani e stranieri, lasciando allo Stato il compito di fare tutti i controlli necessari”. Una decisione fondamentale perchè secondo il legale stabilisce che ”un Comune non può arrogarsi il diritto di aggiungere richieste che penalizzano gli stranieri escludendoli irragionevolmente dalle prestazioni sociali”. Adesso dunque il Comune di Lodi ”deve adeguarsi al più presto. Potranno fare anche ricorso, ma intanto se non modificano il regolamento scattano le sanzioni”.Risultati immagini per bambini stranieri discriminati

Quando nasce il “caso Lodi”

Il caso ha origine nell’estate del 2017 quando il sindaco Casanova, firmò una delibera che modificava le regole per beneficiare delle tariffe agevolate per la mensa scolastica e per lo scuolabus. In pratica, se fino a quel momento i benefici venivano garantiti in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), a partire dall’anno scolastico 2018-2019 i genitori nati fuori dall’Ue dovevano presentare un’ulteriore documentazione per attestare la propria nullatenenza nel Paese d’origine.

a cura di Giuseppe Cascella

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