12 Aprile 2021, lunedì
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Pompei, la Ue avverte: “Usato solo l’1% dei fondi, vanno spesi entro fine 2015”

Operazione Pompei. “Una grande sfida per tutto il Paese” per il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, ma anche un progetto per il quale i fondi devono essere “utilizzati appieno entro fine 2015” avverte il commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn, alla presentazione del piano di azione per l’accelerazione del ‘Grande Progetto Pompei’.

Franceschini – “Dobbiamo dimostrare che l’investimento sul patrimonio culturale e su ciò che ha reso forte l’Italia nella sua millenaria storia è la sfida di tutto il Paese e dell’Europa” aggiunge Franceschini, che si dice “soddisfatto” per “l’impegno di accelerare tutte le azioni per realizzare nei tempi previsti dalle regole e dai finanziamenti comunitari” il progetto. “Vogliamo che tutto avvenga con la massima trasparenza possibile”, sottolinea.

Patrimonio culturale – Per il ministro “questo intervento tiene insieme molte cose che dovremo fare come Italia e come Europa. L’investimento sul patrimonio culturale è una missione dovuta per il mantenimento di quanto le generazioni prima di noi hanno creato. Troppe volte nel passato – conclude – al di là dei colori dei governi, non abbiamo saputo valorizzare il patrimonio culturale”.

La Ue avverte – Dei 105 milioni di euro stanziati per il progetto su Pompei “solo l’1% è stato utilizzato e un altro 24% è stato destinato a lavori in fase di completamento. Il restante 75% va speso entro la fine del 2015” ricorda il commissario europeo per le Politiche regionali (GUARDA I DATI).

Monitoraggio dei progressi – “Ogni tre o quattro mesi – annuncia Hahn – terremo una riunione congiunta per il monitoraggio sui progressi compiuti, i lavori fatti o in corso e per individuare eventuali strozzature e difficoltà. Il tutto per garantire che i fondi siano utilizzati appieno entro fine 2015”.

La nuova Commissione – Pompei, spiega Hahn, “sarà l’esempio di come si potrà affrontare la problematica della conservazione del patrimonio culturale in maniera più ampia. Sarà volano di sviluppo per tutta la regione con la creazione di posti lavoro per l’intra e l’extrameonia”. E rispetto al futuro, conclude, “sarò ancora un membro della Commissione europea. Non so quali dossier mi saranno affidati, tuttavia assicuro che chiederò a Juncker di affidarmi il dossier Pompei”.

Presidente Archeologi: “Non scommetterei su spesa fondi Ue”. Qualche chance c’è per dare senso ai 105 milioni stanziati dalla Commissione Europea per il sito archeologico di Pompei, ma i rischi di insuccesso non mancano. La vede così il presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi Salvo Barrano che, conversando con l’Adnkronos, si sofferma sul vulnus, accumulato negli ultimi anni e le questioni da tenere presenti in questa corsa contro il tempo. “Dopo mesi – evidenzia Barrano – anche grazie alle misure positive introdotte con il decreto Art Bonus, il direttore generale del Grande Progetto Pompei Giovanni Nistri e il Sovrintendente Massimo Osanna hanno gli strumenti per agire con velocità ed efficacia ed hanno anche le qualità per farlo. Osanna, in particolare, ha già fatto il sovrintendente in Basilicata e il direttore di una scuola di specializzazione, è uno studioso apprezzato a livello internazionale ed ha una mentalità aperta. Detto questo – aggiunge il presidente degli archeologi – non scommetterei sul fatto che riusciranno a spendere e rendicontare i 100 milioni di euro entro dicembre 2015. Per questo dico – è la sollecitazione chiara e forte che arriva da Barrano – spendeteli se siete certi di spenderli bene. Se qualche decina di milioni di euro tornasse indietro, sarebbe sì un peccato, ma sarebbe anche da preferire rispetto alla possibilità che, pur di spenderli, vengano spesi male”.

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