14 Aprile 2021, mercoledì
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L’Agcom: la crisi pesa sul settore tlc. Ricavi tv, Sky mantiene il primato nel 2013

Si conferma il primato dei ricavi televisivi di Sky in Italia. Il dato emerge dall’ultima relazione dell’Agcom, secondo cui nel 2013 il gruppo di Rupert Murdoch ha registrato in Italia un fatturato di 2,6 miliardi di euro, segnando un calo del 3,5% sull’anno prima. Il grosso dei ricavi, spiega l’Agcom, è arrivato dalla pay tv (2,3 miliardi), che, sempre nel 2013, ha totalizzato in Italia una quota di mercato del 77,8%, contro il 79,1% del 2012.
Più contenuto il calo dei ricavi della Rai, che si colloca in seconda posizione con ricavi pari a 2,3 miliardi (-1,6%), mentre il gruppo Mediaset lo scorso anno ha riportato ricavi per 2,2 miliardi, con una frenata dell’8,2%. La quota di mercato della pay tv del Biscione si è invece attestata al 19,1%, in crescita sul 2012 (17,6%). Una vera e propria impennata ha infine interessato Cairo Communication, che nel 2013 ha visto i propri ricavi aumentare del 268,9% a 136 milioni di euro.
Comunicazioni, la crisi pesa: ricavi in calo del 9%. Lo scorso anno il fatturato dell’intero settore delle comunicazioni è stato pari a 56,1 miliardi di euro, in calo di 5,4 miliardi (-9%) rispetto ai 61,4 del 2012 (quando si era registrato un calo sul 2011 del 6,7%). Una dinamica negativa, spiega l’Agcom, imputabile, oltre che alla generale crisi del settore, al calo dei prezzi dei servizi.
Nel dettaglio, lo scorso anno il comparto tlc ha registrato un calo di fatturato del 10,7% a 34,4 miliardi, affossato in gran parte dal crollo del fatturato sulla rete mobile (-13,8%). Il valore del comparto media (radio, tv, internet, quotidiani e periodici) si è attestato invece a 14,7 miliardi (-6,9%), spinto al ribasso soprattutto dai periodici (-17,2%) e dai quotidiani (-7%). Resistono invece tv a pagamento (-2%) e internet (-2,4%), mentre frena decisamente la tv gratuita (-5,9%).
Per quanto riguarda i servizi postali invece, l’Agcom rileva un calo più contenuto a 6,9 miliardi (-2%) sul 2012.
Investimenti giù, ma quest’anno attesa una ripresa. Nel 2013 gli investimenti da parte degli operatori sono calati del 5,4% attestandosi a 5,97 miliardi. Quelli in rete fissa sono calati dello 0,9% a 3,045 mld, mentre quelli per la rete mobile sono stati pari a 3 miliardi, in flessione del 9,8%, anche se in questo caso bisogna considerare che nel 2012 gli investimenti in rete mobile risultarono molto alti perché gli operatori pagarono le frequenze ottenute in asta per Lte. Per il 2014, secondo l’Authority, è attesa una ripresa degli investimenti per la realizzazione dei piani a banda larga e ultralarga.
Telecom: quota banda larga sotto il 50%. Nel 2013 la quota di mercato di Telecom Italia nei servizi a banda larga è scesa, per la prima volta, al di sotto del 50%. L’Agcom sottolinea come la riduzione delle quote di mercato delle principali imprese si verifichi anche nel settore mobile, con riferimento ai primi due operatori (Telecom e Vodafone).
Cardani: aggiornare la legge sulla par condicio. La tv e la politica sono cambiate rispetto al 2000, anno in cui è stata disciplinata la par condicio: per questo occorre che la politica rimetta mano alla legge per “coniugare la irrinunciabile esigenza di assicurare una efficace tutela del pluralismo informativo con l’evoluzione del panorama mediatico e politico”. Lo ha affermato il presidente dell’Agcom, Angelo Cardani, nel corso della relazione annuale dell’Authority, sottolineando come le elezioni europee del 2014 abbiano mostrato “che la comunicazione politica su cui il legislatore aveva costruito il baricentro della par condicio rappresenta un veicolo di informazione ormai superato: i dati di ascolto evidenziano una scarsa attenzione del pubblico verso questa tipologia di programmi”.

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