13 Aprile 2021, martedì
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Digitale terrestre: Sky, il governo intervenga sulla disciplina delle ferquenze

Sky Italia auspica che il governo intervenga sulla “disciplina delle frequenze televisive” e chiede “al legislatore di prevedere regole di principio, semplici, proporzionate e ragionevoli, applicate a tutti senza discriminazioni o distorsioni”.  E’ questa la richiesta avanzata durante un’audizione alla camera da Eric Gerritsen, vicepresidente esecutivo di Sky Italia (tv che fa capo a News Corp., che controlla anche DowJones & Co che insieme a Class E. controlla a sua volta l’agenzia Mf-Dow Jones). “Questo intervento dovrebbe fornire il riequilibrio pro-competitivo in materia di frequenze, perché sotto il profilo dell’iniezione di concorrenza effettiva nel mercato, lo sviluppo del Dtt, digitale terrestre, in Italia rappresenta fino ad oggi un’occasione non sfruttata e rappresenta un unicum in Europa”, ha proseguito Gerritsen. “All’origine di questo vi è la forte anomalia italiana nella gestione delle radiofrequenze. All’inizio dello switch off, contrariamente agli altri paesi, le frequenze sono state assegnate ai broadcaster non solo nella misura sufficiente per ospitare i canali terrestri esistenti, ma addirittura secondo un rapporto di 1 a 1 fra il canale e i mux. Senza ragioni oggettive, e senza corrispettivi, per ciascun canale analogico detenuto è stato attribuito un mux digitale ovvero una serie di frequenze tale da trasmettere, secondo la qualità prescelta, fra i 6 e i 10 canali DTT. A questa scelta iniziale si sono aggiunte ulteriori scelte che hanno rapidamente consentito a Rai e Mediaset di detenere, caso unico in Europa, ben 5 mux a testa e quindi, cumulativamente, un numero di mux superiore a quelli che sono accesi in qualsiasi paese europeo. Ma senza soffermarci su questo o quell’operatore”,  ha tagliato corso il vicepresidente di Sky Italia, “la quantità di frequenze assegnate alla Tv terrestre in Italia è molto superiore a quella assegnata in altri paesi europei”. In particolare, “in Italia sono stati assegnati 19 MUX nazionali (ed altri 3 sono stati recentemente messi all’asta, con poveri risultati) contro il numero molto inferiore, da 3 ad 8 mux, assegnati negli altri paesi (come Francia, Germani, Spagna ed Inghilterra), senza considerare che in alcune realta’ e’ anzi gia’ iniziato un processo di riduzione. Infine, la concessionaria pubblica, cioè la Rai, “è presente con un numero di canali che costituisce un unicum a livello europeo (solo sul digitale terrestre 14, piu’ di qualsiasi altro operatore in Europa ivi inclusa BBC, societa’ in ben maggiore profitto, che ne ha 11 e ha appena deciso di chiuderne uno)”. In totale, Mediaset e Rai hanno 26 canali solo Fta, un numero di gran lunga superiore a qualsiasi coppia di operatori Fta in Europa. “Questo complesso di fattori ha fatto si’ che l’immediato e forte sviluppo del DTT, se ha senza dubbio arricchito la scelta degli utenti, non ha particolarmente favorito l’insorgere di significativa concorrenza nuova ed indipendente nei confronti degli operatori leader della raccolta pubblicitaria”, ha concluso.

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