Errani, Renzi: è ancora innocente. E il Pd prepara la successione

Matteo Renzi veste i panni del segretario del Pd per difendere ancora una volta Vasco Errani, dimessosi da presidente della regione Emilia Romagna, dopo essere stato condannato in secondo grado. E lo fa rispondendo al giornalista Claudio Cerasa. “No Claudio. Finché non c’è sentenza passata in giudicato un cittadino è innocente”, replica Renzi a Cerasa che sul social network osserva che “oggi il Pd, con il caso Errani, sta facendo quello che ha sempre contestato al centrodestra: contestare una sentenza della magistratura”. Il presidente del Consiglio, e segretario Pd, controbatte e aggiunge che la linea appena esposta “si chiama garantismo, ricordi?”.
E ancora una volta interviene l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, molto legato a Errani. “La gente per bene va a casa”. E’ amaro il commento di Bersani che avverte: “Attenzione, perché di amministratori così noi non ne facciamo tanti. Io capisco Errani, perche’ la gente perbene ha la pelle sottile”.
Vasco Errani ha annunciato ieri le sue dimissioni da presidente della Regione Emilia-Romagna in seguito alla sentenza emessa oggi dalla Corte d’appello di Bologna che lo ha condannato per falso ideologico nel processo “Terremerse”.
“E` un momento di amarezza – ha scritto Errani in una nota – ma per prima cosa non parlo di me. Parlo della Regione, perché il mio compito è tutelare l`istituzione, il suo onore, la realtà pulita e di esempio a tanti che è questa Emilia-Romagna. Ho sempre messo l`istituzione davanti ad ogni altra considerazione – a me stesso – e non cambio ora”.
“Non si faccia nessuna confusione: quanto subisco io personalmente non diventi fango per l`istituzione. Per questo – ha continuato – intendo rassegnare subito le mie dimissioni, e nel farlo rivendico il mio impegno e la mia onestà lungo tutti questi anni. E la mia piena innocenza anche in questo fatto specifico. Piena innocenza. Dunque annuncio subito che presenterò ricorso affinché prevalga questa semplice verità. Le mie dimissioni sono dunque puramente un gesto di responsabilità”. “Ad esse unisco il ringraziamento a collaboratori, istituzioni, organi dello Stato, forze sociali ed economiche, perché con tutti c`è stata una collaborazione significativa e costruttiva. A tutti, ancora grazie ed un augurio di buon lavoro”, ha concluso Errani.

La Corte d’Appello di Bologna ha condannato Vasco Errani con l’accusa di falso ideologico nel processo che lo vede coinvolto in quanto presidente della Regione Emilia-Romagna per un finanziamento di un milione di euro concesso alla cooperativa agricola “Terremerse” gestita all’epoca dei fatti dal fratello Giovanni.  Il processo vedeva il presidente della
Regione Emilia-Romagna imputato per falso ideologico in atti pubblici. In primo grado, Errani era stato assolto con la formula “perche’ il fatto non sussiste”.  Il suo avvocato ha annunciato il ricorso in Cassazione.  Condanne in appello a un anno e due mesi ciascuno per i due fuzionari regionali (assolti in primo grado), Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti.  I due funzionari, all’epoca dei fatti, avevano compilato la relazione sul finanziamento di un milione di euro concesso alla cooperativa agricola Terremerse amministrata da Giovanni Errani.

L’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, difende Errani

 “Chiunque conosca Vasco Errani non può dubitare della sua onestà e della sua correttezza. Con tutto il rispetto che si deve alle sentenze si dovrà dare rispetto anche alle convinzioni profonde di chi ha avuto a che fare con Errani. Una persona perbene e il miglior presidente che l’Emilia romagna abbia avuto”.

I primi a chiedere le dimissioni e le elezioni anticipate sono stati i leghisti. “Adesso mi aspetto che il nuovo corso
targato Renzi, o meglio – quello che alcuni definiscono il nuovo ma che tanto assomiglia al vecchio – voglia finalmente fare pulizia. Mi aspetto che a breve il presidente della Regione Emilia Romagna rassegni le sue dimissioni”. Lo ha affermato il segretario emiliano della Lega Fabio Rainieri, pochi minuti dopo la condanna. “Da Renzi dal Pd e dalla maggioranza che sostiene la giunta in Emilia  – ha aggiunto – mi aspetto un segnale chiaro. Di più, non solo mi aspetto le dimissioni di Errani, ma anche che chi ha questioni in sospeso e non ancora chiarite con la magistratura non si ricandidi. In regione servono facce nuove. Servono persone capaci che possano e vogliano davvero cambiare le cose. Il garantismo va bene, ma alla fine bisogna prendere atto di quello che stato e voltare pagina. La nostra Regione ha bisogno di farlo il prima possibile. Così non si può più andare avanti”.

La procura; abbiamo sempre lavorato con rigore

“Le sentenze non si commentano, si può solo dire che la Procura ha sempre lavorato con assoluta obiettività, serenita’ e rigore”: lo ha detto il procuratore aggiunto di Bologna e delegato ai rapporti con la stampa, Valter Giovannini, interpellato dai cronisti sulla condanna ad un anno di reclusione emessa dalla Corte di appello di Bologna nei confronti del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, imputato per falsita’ ideologica in atti pubblici nel processo sulla cooperativa agricola Terremerse all’epoca presieduta dal fratello Giovanni.

La segreteria del Pd: Vasco ritiri le dimissioni
“Invitiamo Vasco Errani a riconsiderare le sue dimissioni da presidente della regione Emilia Romagna. Proprio le parole con cui ha motivato la sua decisione dimostrano il suo senso dello Stato e delle Istituzioni”. Lo chiede la segreteria del Pd che conferma la stima nei suoi confronti e nel lavoro svolto.

Blog Grillo, Errani lasci tutti gli incarichi. E si vada subito alle urne

“Non bastano le sue dimissioni da presidente della Regione. Errani deve lasciare ogni incarico, incluso quello di Commissario per la ricostruzione post-terremoto, ruolo delicatissimo che non può essere ricoperto da un condannato. Al tempo stesso chiediamo le elezioni immediate per la Regione. Subito alle urne”! E’ quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo, a firma del M5S di senato e camera, pubblicato dopo le dimissioni del governatore dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani.

I papabili alla successione: Daniele Manca, Roberto Balzani, Simonetta Saliera

Il Pd, del resto, sembra più che pronto. Grazie anche al congresso regionale (è il 5 ottobre, ma a seconda dei tempi del voto potrebbe anche slittare) il toto-successione era già in stato avanzato. Per le candidature alla presidenza della Regione si parla di Stefano Bonaccini, segretario regionale uscente e responsabile Enti locali nella segreteria di Matteo Renzi, e di Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente regionale dell’Anci, anche lui renziano della ‘seconda ora’. Poi, potrebbe correre l’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, renziano da sempre. Ma se così fosse dovrebbe vedersela con Matteo Richetti, ora deputato, che da presidente dell’Assemblea regionale aveva fatto da apripista a Renzi prima di tutti in Emilia-Romagna, con lui sul palco alla seconda Leopolda a Firenze. E c’è anche la voce femminile della vice presidente della Giunta Simonetta Saliera (già in quota Cuperlo), che di Errani, subito, eredita il potere di firma durante l’ordinaria amministrazione, che comincerà non appena verranno formalizzate le dimissioni del presidente.

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