13 Aprile 2021, martedì
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Weidmann attacca l’Italia, i governi spengono il fuoco. Renzi: la Bundesbank resti fuori dal dibattito politico

Lo scontro si fa duro e i duri entrano nello scontro. Nel braccio di ferro sulla flessibilità di bilancio tra il governo italiano e il gruppo del Ppe all’europarlamento, che ha ricevuto il via libera alla nomina di Jean Claude Juncker alla presidenza della commissione, intervengono i falchi della Bundesbank a dare manforte al numero uno del gruppo parlamentare del Ppe, Manfred Weber, che dopo il discordo di debutto del premier Matteo Renzi nel’aula di strasburgo per l’apertura del semestre di presidenza italiana dell’Ue  aveva negato la possibilità di “fare debito, perché non si cresce facendo debito”.  Un concetto ribadito a Berlino dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che ha ironizzato su Renzi: “Il premier italiano dice che la fotografia dell’Europa è il volto della noia e ci dice anche cosa dobbiamo fare”, ha detto . “Fare più debiti, però, non è il presupposto della crescita”. Una lezioncina che è rimbalzata a Roma in tarda serata ieri, e che intorno alle 22,20 ha provocato una reazione per così dire ufficiosa ma netta da parte di fonti governative:  “Se la Bundesbank pensa di farci paura forse ha sbagliato paese. Sicuramente, ha sbagliato governo”. A stemperare la tensione tra Roma e Berlino aveva provato in qualche modo, senza essere troppo convincente, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. ”Si scrive che noi vogliamo un’Europa tedesca, ma noi non vogliamo un’Europa tedesca, vogliamo un’Europa forte”, ha detto Schaeuble ha anche ribadito che la Germania non starebbe certo meglio senza l’euro, e che bisogna dunque tenere conto degli equilibri politici generali. Ma sulla flessibilità, a dire il vero, quella di Schauble non è stata certo una grande apertura: ”Rifiuto il tema della flessibilità”, ha dichiarato. Abbiamo bisogno di crescita questo sì, e di investimenti”. Schaeuble ha ribadito che i 6 miliardi messi a disposizione per il lavoro nell’eurozona non sono stati utilizzati.”Bisogna attenersi a quello che è stato concordato”, ha poi sottolineato. ”Ho parlato con il mio collega italiano Pier Carlo Padoan martedì e il tema che abbiamo affrontato era come si può migliorare l’utilizzazione di quei soldi in alcuni paesi”. Da pochi minuti, alle 12,50, Berlino ha fatto sapere:  “Non ci sono divergenze di opinioni tra i governi di Italia e Germania sul Patto di stabilità e crescita europeo”, ha detto un portavoce dell’esecutivo guidato da Angela Merkel. Poi, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente della commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso, Renzi ha attaccato: “Non è compito della Bundesbank intervenire nel dibattito italiano, l’Europa non è dei banchieri ma dei cittadini”.

Mogherini nega problemi: il rapporto tra Renzi e Merkel è solido. Io alla Pesc? Vedremo il 16 luglio…

“C’e’ un filo diretto tra Italia e Germania. Io lavoro bene con il ministro degli Esteri tedesco e c’e’ un rapporto solido tra Renzi e Angela Merkel. C’e’ una discussione politica, che attraversa tutti i Paesi, sui modi di interpretare il Patto. Su questo si gioca l’uscita dalla crisi dell’Europa. E su questo giochiamo con tutto il nostro peso, che è un peso nuovo”, ha detto afferma a radio Capital il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. “L’importante è capirsi e trovare le cose migliori per l’Europa. Non c’e’ un nord e un sud dell’Europa. Abbiamo obiettivi comuni”. Mogherini, sulla possibilità di essere nominata Miss Pesc, Rappresentante cioè della politica estera e di sicurezza dell’Ue, ha dichiarato: “Io alla Pesc? E’ una delle possibilità, ma ancora non c’è stato il passaggio di Juncker all’Europarlamento. La decisione verrà presa il 15 e 16 luglio. Io, comunque, faccio con passione il mio lavoro. il rappreesentante Pesc, comunque, è il primo vicepresidente della Commissione, ha compiti di cordinamento e può lavorare su dossier, come quello degli immigrati e dell’energia, strategici per il nostro paese. La Commissione Ue pesa molto e peserà ancora di più nei prossimi anni”.

Padoan: tutto bene con Berlino. Ma Bonafè: Juncker chiarisca sulla flessibilità

“Non c’è nessun problema con la Germania, ieri ho avuto un lungo colloquio con il mio amico Schauble; non c’è nessun problema”, ha affermato il ministro dell’economia, Padoan, a margine di un convegno a Roma. Mentre Simona Bonafé europarlamentare democratica e capo della delegazione Pd a Strasburgo, sottolinea: “Abbiamo ascoltato la posizione del Ppe e del capogruppo Manfred Weber e attendiamo che martedì Jean-Claude Juncker illustri al gruppo il suo programma e l’applicazione che intende dare alla flessibilità messa nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo.”Weber ha rappresentato la sua opinione di capogruppo, ma nel Ppe siedono anche partiti che sostengono le riforme in Italia. Sarà bene che chiariscano la loro posizione. Le riforme sono importanti proprio in una prospettiva di crescita, come la flessibilità che non é un vezzo né una richiesta di elemosina”.

Renzi incontra Barroso a Villa Madama: “siamo attesi a un cambiamento profondo”

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è arrivato a Villa Madama dove oggi si tiene il primo appuntamento del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell`Unione europea. Allincontro partecipano i ministri del governo italiano e i commissari europei. Renzi, arrivato in anticipo, ha accolto il presidente della commissione europea, José Manuel Durão Barroso, con cui si è intrattenuto a colloquio dalle 11,40 fino alle 12,30, quando è cominciata la  conferenza stampa congiunta. Renzi ha dichiarato:  “Siamo attesi a un cambiamento profondo”, ha detto a proposito delle riforme in Italia e del semestre di presidenza dell’Ue. “I prossimi saranno mille giorni in cui l’Italia potrà fare un percorso di riforme di cui avvertono le esigenze e le necessità i cittadini italiani”, aggiunge il premier. Secondo il quale le sfide sono due: “Rendere l’Europa più vicina ai sogni e alle istanze cittadini, mostrare che l’Italia può cambiare se stessa.  Se l’Italia diventa più semplice diventa più forte, verità banale ma sacrosanta. E mi piace pensare che questo percorso andrà avanti insieme”. L’Italia, ha spiegato Renzi, “vivrà in questo semestre un momento molto importante e significativo quale la presentazione del progetto ufficiale di riforme dei mille giorni che partirà il 1 settembre 2014 e terminerà il 28 maggio 2017. Mille giorni in cui il percorso di riforme del sistema fiscale, giudiziario, della P.A., della Costituzione, della legge elettorale, dell’Italia intesa come macchina amministrativa vedrà un grande restyiling complessivo, in cui l’Italia potrà fare su di sè un percorso di riforme che è quello di cui gli italiani sentono l’esigenza e la necessità e che più volte è stato sollecitato dalle raccomandazioni della Commissione”.  A proposito del confronto sul patto di stabilità e crescita Renzi ha aggiunto: “Io non ho visto polemiche con politici tedeschi e il comunicato del portavoce del governo di Berlino conferma quello che sappiamo benissimo e cioè che non c’è nessuna polemica con il governo tedesco sulla gestione della flessibilità e della stabilità. Noi crediamo che insieme si debbano condividere le regole che ci siamo dati: in Europa c’è un patto di stabilità e crescita, non solo di stabilità. Io ho vinto le elezioni dicendo che il problema non è la Germania ma l’Italia e che dobbiamo fare riforme a casa nostra”. Una affermazione condivisa dal presidente uscente della commissione Ue, che ha spiegato: “Il consolidamento dei conti è importante, ma sarebbe un errore esserne ossessionati. Le regole del patto di stabilità e crescita vanno rispettate al 100%, e se un paese comincia un percorso di riforme strutturali gli va dato credito. Apprezzo molto il programma dei mille giorni”, ha proseguito Barroso.

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