Un terzo del lusso è made in Italy

Il mercato del lusso visto dalla lente delle 75 più grandi aziende del settore continua a crescere, raggiungendo un fatturato complessivo di oltre 170 miliardi di dollari (circa 125 mld di euro). E per ben un terzo parla italiano secondo lo studio pubblicato da Deloitte «Global Powers of Luxury Goods», all’interno del quale sono messi a confronto i risultati dell’anno fiscale 2012-2013 dei più importanti gruppi mondiali del lusso. L’Italia, con ben 23 società all’interno delle Top 75, è il paese maggiormente rappresentato nonostante le dimensioni più ridotte delle proprie aziende. Nella top 10 tricolore primeggia Luxottica Group (prima italiana al quarto posto a livello globale), a seguire Prada (n. 14 nel mondo), Giorgio Armani (20ma), Only the brave (23ma), Max Mara fashion group al 26esimo scalino seguita da Ermenegildo Zegna, Safilo group, Salvatore Ferragamo. Per finire con Tod’s, 32esima in classifica e Dolce &Gabbana 33esima. «Tenendo conto del periodo economico le aziende di beni di lusso hanno registrato risultati migliori rispetto a quelle specializzate in prodotti di largo consumo», spiega Patrizia Arienti, Emea fashion & luxury leader di Deloitte. «Ci aspettiamo un’ulteriore ripresa delle economie sviluppate, mentre permangono alcuni rischi legati ai mercati emergenti: tutto dipenderà dalla crescita economica ma soprattutto da fattori quali i flussi turistici, la tutela della proprietà intellettuale, la propensione dei consumatori al risparmio e il cambiamento nelle dinamiche di distribuzione del reddito». La classifica Deloitte vede al primo posto il colosso francese Lvmh con un fatturato di oltre 21 miliardi di dollari (15,4 mld di euro) realizzato nel 2012 nella vendita dei beni di lusso. Complessivamente il gruppo possiede oltre 60 marchi, se si considerano anche i brand wine & spirit, retail e media non considerati dall’analisi di Deloitte. Il primo gruppo italiano, Luxottica è al quarto posto con un fatturato superiore a 9 miliardi di dollari (6,6 mld di euro). Fra le top 10 mondiali solo tre operano nel segmento della cosmesi; due nell’ambito dell’orologeria, una nel settore degli accessori (la stessa Luxottica) e, infine, soltanto una opera in ambito fashion. «Da un punto di vista geografico, Francia, Italia e Svizzera hanno segnato una forte crescita nelle vendite di beni di lusso nel 2012», aggiunge Arienti. In particolare Francia e Svizzera hanno avuto un tasso di crescita rispettivamente del 19,4% e 14,5%, superiore alla crescita media dei 75 gruppi analizzati (12,6%). Il tasso di incremento registrato dai gruppi italiani, invece, è pari a 12,4%, coerentemente con la media delle Top 75 ma con alcune realtà quali Prada, Ferragamo e Moncler con aumenti al di sopra della media del paese e paragonabili alle crescite registrate dai colossi d’Oltralpe.

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