7 Marzo 2021, domenica
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Libia, paramilitari anti islamici attaccano il Parlamento di Tripoli

La Libia ripiomba nel caos. Paramilitari ribelli, domenica 18 maggio hanno attaccato prima Bengasi e poi anche il Parlamento di Tripoli. L’offensiva è stata sferrata da Khalifa Haftar, ex generale in pensione ora a capo di un esercito paramilitare dotato anche di aerei e elicotteri. I suoi uomini hanno lanciato un’offensiva contro le milizie integraliste islamiche di Bengasi, definendole gruppi di terroristi. Il risultato è stato un durissimo scontro con un bilancio di 79 morti e oltre 140 feriti.

Nel pomeriggio, gli uomini di Haftar hanno attaccato anche un palazzo adiacente il parlamento di Tripoli. Le agenzie di stampa hanno riferito di scontri ed esplosioni. Il governo libico ha poi annunciato che il bilancio degli scontri seguiti all’attacco è di due morti e di 55 feriti.

L’edificio limitrofo dato alle fiamme ha danneggiato numerose autovetture ed ha costretto i deputati e i dipendenti a uscire in tutta fretta cercando di evitare carri armati e pick-up pieni di uomini armati ma in abiti civili.

Il corrispondente del Guardian da Tripoli, Chris Stevens, ha scritto su Twitter che gli scontri dalla zona limitrofa al parlamento, si sono estesi anche in altre zone della capitale.

Poco prima che iniziassero gli scontri davanti alla sede del Parlamento terminati in nottata, e che i suoi uffici venissero evacuati il neo premier Ahmed Mitig aveva formato il nuovo governo che attendeva solo l’approvazione attraverso il voto di fiducia.

In mattinata, subito dopo l’offensiva lanciata su Bengasi il governo libico aveva gridato al colpo di Statocon un comunicato congiunto di governo parlamento e esercito, letto dal presidente del Congresso generale nazionale (Cng, parlamento) Nouri Abou Sahmein, nel quale l’attacco compiuto da Haftar viene definito “al di fuori della legittimità dello stato”, un vero e proprio “colpo di stato”. 

L’esercito regolare libico intanto, a Bengasi ha dichiarato una zona di esclusione aerea minacciando di abbattere qualunque aereo militare sorvoli l’area. Lo stato maggiore dell’esercito, si legge in un comunicato reso noto dall’agenzia libica Lana, “dichiara Bengasi e le sue periferie zone di esclusione aerea, fino a nuovo ordine”.

Lui, Khalifa Haftar, che dopo vent’anni negli Stati Uniti, era tornato in Libia nel 2011 e aveva partecipato alla rivolta contro il regime di Muammar Gheddafi, ora è a capo di un cosiddetto “esercito nazionale” e afferma di agire di sua iniziativa, ma al suo fianco vi sono molti ufficiali e soldati dell’esercito regolare di Tripoli e a sua disposizione ha armamenti governativi.

Su Bengasi, Haftar la mattian di domenica 18 maggio aveva dichiarato che “l’operazione militare continuerà fino a ripulire Bengasi dai terroristi”.

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