26 Febbraio 2021, venerdì
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Rivalutazione beni in tre tempi

L’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni di impresa si pagherà in tre tranche e non più in una unica soluzione al 16 giugno. Lo spiraglio per le finanze delle imprese arriva dal sottosegretario al ministero dell’economia Enrico Zanetti che anticipa a ItaliaOggi il via libera dell’esecutivo alla modifica all’articolo 4 comma 11 del decreto legge 66/2014 all’esame delle commissioni bilancio e finanze del senato. I 600 mln di gettito derivanti dalla misura non dovranno dunque essere versati tutti e subito, ma frazionati al 16 giugno, settembre e dicembre 2014 come prevedeva l’originaria disposizione della legge di stabilità. «La proposta sul tavolo per la modifica al dl Irpef ha incontrato il consenso del governo», spiega Zanetti, «la disposizione ha maltrattato dal punto di vista finanziario le imprese e alla richiesta, anche se è poca cosa, daremo seguito per dare un minimo sollievo finanziario, un segnale in un momento di difficoltà per le aziende. La competenza di cassa», aggiunge il sottosegretario, «non è variata visto che comunque si chiude sul 2014». 
Sul capitolo delle modifiche si dovrà attendere però la prossima settimana. Uno dei due relatori al provvedimento, Maria Cecilia Guerra (Pd), è cauta: «È ancora troppo presto per parlarne, c’è un vincolo di bilancio molto stretto e qualunque modifica deve essere accompagnata da adeguata copertura. Le modifiche poi potranno anche riguardare la riscrittura delle norme, ma è comunque presto per avere delle indicazioni. Il termine per gli emendamenti è martedì e dopo la presentazione delle modifiche da parte dei senatori i relatori valuteranno il da farsi», commenta la relatrice che sull’ipotesi di interventi al cosiddetto quoziente familiare fuga ogni dubbio: «La revisione della tassazione non entra in questo provvedimento, non me lo aspetto nel modo più assoluto». Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, la struttura e i contenuti dell’articolo 1, che contiene il bonus di 80 euro per i redditi Irpef inferiori a 26.000 euro, non saranno toccati. I tempi dunque si allungano notevolmente per pensionati e partite Iva, categorie rimaste fuori dalla misura. L’esecutivo potrà prendere in mano la questione in sede di legge di stabilità, quando dovrà trasformare la misura degli 80 euro in busta paga da una tantum, come è attualmente, in misura strutturale. Sarà quella infatti la sede per cercare una migliore e maggiore calibratura della misura anche per i carichi famigliari.

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