Nigeria, studentesse rapite da Boko Haram convertite a forza all’Islam

Le studentesse nigeriane rapite lo scorso 14 aprile da Boko Haram sono state convertite a forza all’Islam: è quanto sostiene il gruppo integralista in un video diffuso online. Nel filmatoAbubakar Muhammad Shekau, capo degli jihadisti, dice che le ragazze saranno liberate in cambio di prigionieri di Boko Haram.

Il video, che dura 17 minuti, mostra un centinaio di ragazze coperte integralmente da un velo e in preghiera in un luogo non identificato. In sottofondo si sente la voce di Abubakar Shekau che propone la liberazione delle adolescenti in cambio del rilascio di prigionieri appartenenti al gruppo estremista. In totale le liceali rapite il mese scorso, mentre erano a scuola, sono quasi trecento. In un video postato alcuni giorni dopo il blitz, Shekau aveva annunciato che le avrebbe vendute come schiave del sesso in Camerun e Chad.

E l’unica buona notizia nella vicenda è che forse il luogo in cui sono tenute in ostaggio è stato individuato, e sarebbe ancora in territorio nigeriano. Il governatore del Borno, Kashim Shettima, ha detto di avere “informazioni sul luogo in cui si troverebbero”, e ha detto di aver fornito ai militari del Paese “informazioni di avvistamenti”.

LA CONDANNA INTERNAZIONALE – Il rapimento delle studentesse da parte di Boko Haram, il cui nome significa “l’educazione occidentale è peccato”, ha avuto una risonanza mondiale grazie anche all’appello lanciato in rete da Malala Yousafzai, la studentessa pakistana colpita in un attacco terroristico e candidata al Nobel per la pace. Su Twitter Malala, che ha fatto della promozione dell’educazione per le ragazze e le bambine una missione, ha lanciato la campagna #bringbackourgirls (portiamo a casa le nostre ragazze), seguita anche dalla first lady americana Michelle Obama. 

Il sequestro è stato condannato non solo dal mondo occidentale, ma anche dal mondo islamico moderato, come l’ateneo di Al Azhar, al Cairo, uno dei principali centri d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita, e testimonia la deriva estremista che il movimento sta prendendo negli ultimi tempi, proseguendo un percorso di sangue e terrore iniziato nel 2009, dopo la morte del fondatore di Boko Haram, Mohammed Yusuf

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