22 Giugno 2024, sabato
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Marchi, fare squadra per crescere

I raggruppamenti di imprese hanno vissuto in Italia alterne fortune dal dopoguerra a oggi, dal settore del design all’abbigliamento. Eppure sembrano essere uno strumento, alternativo alla finanza straordinaria (ovvero le operazioni di M&A, fusioni e acquisizioni, in costante calo in Italia), per far crescere le pmi tricolori e dar loro un respiro internazionale. «Piccolo non è più bello», ha spiegato ieri Maurizio Dallocchio, responsabile scientifico Cresv Università Bocconi di Milano al convegno «Made in Italy e M&A: difendere l’italianità o aggredire l’estero?». «La crescita dimensionale è l’unica alternativa per le aziende, si ricorra o meno a operazioni di finanza straordinaria. Le nostre pmi sono 3 volte più piccole delle medie aziende tedesche. Si fa tanto parlare di shopping dei marchi», ha aggiunto, «quando nel 2013 su 375 miliardi di dollari (circa 269 mld €) investiti dai grandi gruppi in Europa solo 14 miliardi hanno riguardato operazioni italiane. Bisogna crescere e prendere come riferimento l’alto di gamma, l’unico settore a garantire gli investimenti a livello globale».

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