19 Giugno 2024, mercoledì
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Rimborsi Iva, tutto dipende dal risk score

Rimborsi Iva con l’acceleratore. Meno documenti e controlli più veloci se il risk score è basso. Questo il contenuto della Circolare 5/E pubblicata oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate. Nel dettaglio, l’amministrazione finanziaria spiega come l’attenzione sia rivolta in particolar modo sulle posizioni a più alto rischio e, in quest’ottica, è dettata la “nuova tabella di marcia per consentire agli uffici di continuare a dedicare maggiori risorse alla liquidazione dei rimborsi e liberare così in tempi brevi liquidità per le aziende”.

La circolare fornisce, inoltre, le linee guida per la razionalizzazione delle attività di verifica sui rimborsi. In particolare, viene introdotta una misura del livello del rischio (risk score) per ogni istanza di rimborso, vengono standardizzati sia i documenti richiesti, sia l’attività di controllo preliminare al pagamento del rimborso graduata, ora, sulla base del livello di rischio. Così facendo, l’Amministrazione si prepara a fare a meno sia dei riscontri non strettamente necessari, sia di eventuali documenti già in suo possesso. Per evitare una duplicazione dei controlli restano, inoltre, fuori dall’analisi del rischio le istanze presentate dai grandi contribuenti, per i quali sono previste apposite forme di tutoraggio.

Nel dettaglio, il risk score è determinato sulla base di parametri predefiniti, come, per esempio, la continuità aziendale, la regolarità delle dichiarazioni e dei versamenti, l’assenza di accertamenti e verifiche, l’assenza di frodi e violazioni penali tributarie, la conoscenza del soggetto da parte dell’ufficio, in quanto fisiologicamente a credito. La procedura prevede che, gli uffici, nei casi in cui rilevi un alto livello di rischio del rimborso, intensifichino le richieste di documentazione e i controlli già nella fase preliminare all’erogazione. Nei confronti dei contribuenti cui risulta attribuito un livello più elevato di rischio, infatti, sono effettuati controlli più stringenti rispetto a quelli svolti nei confronti dei soggetti cui è attribuito un più basso livello di rischio, per i quali non c’è necessità di subordinare la liquidazione del rimborso al completamento di tutti i controlli documentali.

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