26 Maggio 2024, domenica
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Niente Pec nel processo penale

No all’utilizzo della posta elettronica certificata nel processo penale. In quanto a differenza di quello civile, nel processo penale per la parte privata (avvocato), non c’è alcuna legge che consente l’uso di tale mezzo informatico di trasmissione quale forma di comunicazione. Questo è quanto si legge nella sentenza 10 febbraio 2014 n. 7058 della terza sezione penale della Cassazione. Gli ermellini ricordano che nel processo civile l’art. 366 cpc, comma 2 ha introdotto espressamente la Pec quale strumento utile per le notifiche degli avvocati autorizzati. In tale contesto assume rilevanza la disposizione di cui all’art. 4 del dm n. 44 del 2011 che prevede l’adozione di un servizio di posta elettronica certificata da parte del ministero della giustizia in quanto ai sensi di quanto disposto dalla legge n. 24 del 2010 nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica devono effettuarsi, mediante posta elettronica certificata. Quest’ultima disposizione è stata rinnovata anche dal dl 179/2012 convertito con modificazioni dalla legge 221/2012 (decreto Crescitalia 2.0.

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