14 Giugno 2024, venerdì
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Banco Popolare: il Piano fino al 2016

Rilanciare l’attività di sviluppo commerciale con una gestione delle risorse più flessibile e orientata al territorio, innovazione sui canali diretti e sulla relazione con il cliente e crescita nelle masse gestite dei segmenti private e affluent. Il Piano Industriale 2014-2016 del Gruppo Banco Popolare prevede di seguire queste linee di rilancio e sviluppo, peraltro comuni all’intero settore, con due grandi aree di intervento nel breve e nel medio termine.

SUBITO SOSTEGNO ALLA REDDITIVITA’ – Nel breve termine, dopo che il bilancio 2013 si è chiuso con una perdita netta di poco superiore ai 600 milioni di euro, urge una serie di interventi a sostegno della redditività. Una delle voci prioritarie è ovviamente il costo del credito da riportare nella normalità, rafforzando le risorse di rete attive sul monitoraggio e sulla gestione dei crediti problematici. Per il miglioramento della redditività commerciale, il Banco punta sulla crescita di raccolta diretta, indiretta e degli impieghi su famiglie e PMI, con un miglioramento della forbice tra tassi medi attivi e passivi. Dovrebbe migliorare anche il costo del funding istituzionale.

REVISIONE DEL MODELLO RETAIL – Nel medio termine sarà necessario mettere mano al tema dell’innovazione del modello retail: in vista l’adozione del modello distributivo di rete Hub&Spoke, operativo da metà febbraio 2014, e l’evoluzione della relazione bancaria “dal patrimonio ai bisogni del cliente”, con forti investimenti nella multicanalità e una riduzione dell’attività amministrativa in carico alla filiale. In linea con le azioni a breve termine, nuove risorse verranno inserite per rafforzare il comparto wealth management, con un focus sui segmenti affluent e private e sulle fabbriche prodotto: obiettivo è anche ridurre i tempi di vendita con investimenti in strumenti di dematerializzazione e avviare una azione efficace di marketing.

WM: 5 MILIARDI DI RACCOLTA NEL 2016 – Gli investimenti IT dovrebbero consentire di liberare 500 unità: una parte di esse saranno destinate ad attività commerciali tese a conquistare almeno altri 250mila clienti, anche grazie a una offerta più ampia di prodotti veicolata su più canali di vendita. Nello specifico del comparto wealth management, investimenti in tecnologia, risorse umane e comunicazione puntano a acquisire masse e aumentare lo share of wallet di parte della clientela che oggi non opera in modo continuativo con il Banco Popolare. Il Piano fissa in 5 miliardi di raccolta totale di gruppo (per il wealth management) il target a fine 2016 e in 8 miliardi quello a fine 2018, con 25mila nuovi clienti private e affluent.

L’IMPATTO STIMATO SUI CONTI – Le proiezioni economiche di Gruppo prevedono proventi operativi pari a 3,8 miliardi nel 2016 e 4,1 miliardi nel 2018 (3,6 miliardi nel 2013); oneri operativi pari a 2,2 miliardi nel 2016 e nel 2018 (in linea con il 2013); rettifiche su crediti in diminuzione e pari a 700 milioni nel 2016 e a 662 milioni nel 2018 (dato 2013: 1.691 milioni); costo del credito in flessione da 185 bps del 2013 a 70 bps nel 2016 e a 65 bps nel 2018; utile netto atteso pari a 609 milioni nel 2016 ed a 787 milioni nel 2018; Cost/Income in calo dal 62,9% del 2013, al 57,5% nel 2016 e al 54,6% nel 2018.

CONTRIBUTO POSITIVO DALLE CONTROLLATE – Grazie all’azione sulla componente commerciale, la raccolta diretta è prevista a 65,7 miliardi nel 2016, con un funding gap commerciale in miglioramento dal 2015. La raccolta complessiva dovrebbe arrivare a 119 miliardi. Le società collegate dovrebbero apportare un contributo positivo ai conti di Gruppo, anche grazie al sensibile miglioramento previsto per la redditività di Agos Ducato. I costi operativi sono attesi in riduzione a un tasso medio annuo pari a quasi l’1% per il periodo 2013-2016: iniziative specifiche saranno mirate a ridurre ulteriormente l’organico attraverso la gestione del turnover e nuovi strumenti volontari di incentivazione.

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