21 Maggio 2024, martedì
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Intesa Pd-Fi: riforma della legge elettorale solo alla Camera. Renzi: la norma per il Senato? È secondaria

Italicum sì, ma solo alla Camera. Dopo una lunga trattativa Pd e Forza Italia raggiungono un accordo sulla legge elettorale. Il tutto in extremis, a ridosso cioè dell’approdo della riforma in aula a Montecitorio. Da Tunisi, dove ieri era in visita, il premier Renzi ha parlato di «un importante passo in avanti», ma non si sbilancia del tutto: «credo ci siano ancora riunioni in corso». «Il fatto che il Senato abbia o non abbia una norma elettorale, nel momento in cui si decide di superarlo, è secondario», ha sottolineato ancora. E aveva concluso: «Davvero non capisco molto le polemiche», riferendosi alla «delusione» evidenziata dal Cavaliere per la linea seguita dallo stesso Renzi sull’Italicum.

Il vertice a Palazzo Grazioli e l’apertura di Forza Italia

In tarda mattinata Silvio Berlusconi ha riunito i suoi collaboratori nella residenza romana di Palazzo Grazioli. Al termine dell’incontro, è arrivato il via libera allo “spacchettamento”: Italicum per l’elezione dei deputati (liste bloccate, circoscrizioni piccole e premio di maggioranza con soglia al 37% al primo turno), proporzionale con una preferenza per l’elezione dei senatori (è il sistema sopravvissuto dopo l’intervento della Consulta, che ha bocciato il Porcellum).

Speranza all’assemblea dei democratici: il Pd si gioca la sua credibilità In queste ore si riunisce anche l’assemblea dei deputati del Pd, dopo una convocazione per ieri sera saltata in extremis, proprio per decidere la linea del partito. dopo gli ultimi sviluppi. La legislatura è a un «passaggio decisivo per la legislatura con l’arrivo della legge elettorale in aula», e ora «il Pd si gioca la sua credibilità», ha detto il presidente dei deputati Pd Roberto Speranza. «O siamo in grado di di fare le riforme oppure dimostriamo che il sistema non si può riformare e consegneremo un’autostrada “a cinque stelle”che vogliono abbattere le istituzioni», ha poi aggiunto.

Il Pd ritira tutti gli emendamenti tranne quelli sulla parità di genere L’assemblea dei deputati si conclude dopo due ore di dibattito, da cui esce la decisione di ritirare tutti gli emendamenti alla riforma elettorale tranne quello sulla parità di genere. E, ovviamente, gli emendamenti concordati, in particolare quello Lauricella-D’Attorre su cui Pd e Fi hanno raggiunto oggi l’accordo che aggiorna il “patto” sull’Italicum.

Seduta sospesa, poi il comitato dei 9 ottiene slittamento a domani La presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto la richiesta del presidente della commissione Affari costituzionali e relatore sull’Italicum, Francesco Paolo Sisto, di rinviare la ripresa dei lavori in aula alle 18,15. Nel frattempo il comitato dei Nove della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, dopo aver iniziato l’esame dei nuovi emendamenti, presenta una nuova richiesta di rinvio a domani mattina alle 10 per l’esame in Aula della riforma.

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