25 Febbraio 2024, domenica
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Imprese, compensazioni a 360°

Compensazioni a tutto campo per le imprese. Basterà la presenza di un credito certificato nei confronti della pubblica amministrazione per poter ottenere la compensazione di tutti i tributi iscritti a ruolo senza distinzione. In soffitta, quindi, la disciplina attuale in base alla quale sono compensabili solo i crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili verso lo stato, regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per aver effettuato somministrazioni, forniture e appalti, con debiti tributari (dello stato, delle regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle entrate e di avviso di addebito dell’Inps, notificate entro il 31 dicembre 2012. Addio, inoltre, al meccanismo in base al quale le imprese potevano agire in compensazione solo nei confronti della p.a. con cui vantavano un credito. Questo è quanto emerso, ieri, nel corso delle votazioni degli emendamenti al dl 145/2013 (Destinazione Italia), in Aula alla Camera. La modifica nasce dalla riformulazione, ad opera del governo a seguito della bocciatura per mancanza di coperture da parte della Ragioneria generale dello stato, dell’emendamento di Mattia Fantinati (M5S) che, dopo l’approvazione nelle Commissioni finanze e attività produttive, aveva previsto la possibilità per le imprese in possesso di un credito certificato con la p.a., di vedersi sospendere le cartelle esattoriali fino all’avvenuto pagamento del credito da parte dell’amministrazione (si veda ItaliaOggi del 5 febbraio 2014).

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