15 Luglio 2024, lunedì
HomeItaliaEconomiaFoggia: Ancora irrisolta la questione del poligrafico di Stato

Foggia: Ancora irrisolta la questione del poligrafico di Stato

ristrutturazione-opificioDopo gli emendamenti PD che minavano il futuro della storica cartiera foggiana e la relativa interrogazione del deputato L’Abbate (M5S), il Ministero adotta il decreto ma che, per ora, rimane solo sulla carta

Dopo aver trascorso in modo, a dir poco, travagliato le festività natalizie, la situazione dell’Istituto Poligrafico Zecca di Stato di Foggia non ha trovato ancora una soluzione definitiva. Lo scorso dicembre, infatti, tre deputati del Partito Democratico (da un lato il bergamasco Antonio Misiani e il potentino Roberto Speranza, capogruppo alla Camera, dall’altro Paola De Micheli da Piacenza) avevano presentato due emendamenti che ne avrebbero minato il futuro e che prevedevano che le ricevute del Gioco del Lotto, la cui organizzazione e gestione è affidata a Lottomatica (oggi Gtech S.p.A.), non dovevano essere più prodotte necessariamente dall’IPZS. Un colpo ad un’azienda pubblica per un “regalino” ad una impresa privata concessionaria di Stato, fortunatamente bloccato in Commissione Bilancio alla Camera. Il deputato pugliese del MoVimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate presentò, dunque, una interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze per risolvere definitivamente la questione, al centro anche di una diatriba giudiziaria tra il Poligrafico di Stato e Lottomatica, richiedendo l’attuazione del decreto ministeriale come previsto dall’art. 17-bis del cosiddetto “Decreto del Fare”.

Un Decreto ministeriale, intitolato “Individuazione delle carte valori ai sensi dell’art. 2, comma 10-bis, lettere a) e b) della legge 13.07.1966, n. 559 e successive modificazioni e integrazioni”, giunto contestualmente a fine dicembre scorso e che ha inserito a tutti gli effetti gli scontrini del “Gioco del Lotto” tra le lavorazioni delle carte valori che devono essere prodotte dall ’Istituto Poligrafico Zecca di Stato. Il decreto, infatti, riporta che lo scontrino “ha una funzione certificativa connessa all’accertamento dell’entrata erariale direttamente percepita dallo Stato per il tramite del raccoglitore e del Concessionario e, per tale motivo, costituisce ricevuta di introito attestante pagamenti dovuti allo Stato medesimo”.

Ma, oggi, ad oltre un mese dall’emanazione del decreto ministeriale che sancisce ad ogni effetto di legge che gli ‘scontrini’ sono carte valori assegnate all’IPZS – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – questa produzione viene realizzata negli stabilimenti privati della ‘P.C.C. Giochi e Servizi’ a Tito (Potenza) e del ‘Rotolificio Bergamasco’ di Bergamo, senza alcun minimo controllo effettuato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

In questo momento, difatti, perdura la rilevante anomalia che permette la contemporanea circolazione di due tipi di scontrini differenti tra loro: il vecchio tipo prodotto fino a settembre 2013 dall’IPZS secondo i criteri richiesti dal Ministero dell ’Economia ed il nuovo tipo di scontrino, prodotto a Tito, senza il rispetto di alcune regola o certificazione ministeriale. Una situazione non ancora risolta nonostante il decreto ministeriale che non trova ancora concreta attuazione. Il rischio per la storica cartiera di Foggia è quello di non poter rinnovare 16 contratti di lavoro di apprendisti in scadenza a maggio, dopo non aver già rinnovato il contratto ad altri 6 giovani.

Per questo ho presentato una ulteriore interrogazione al Ministro Saccomanni – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S) – Se è a conoscenza di questa assurda situazione deve metter quanto prima riparo, dando attuazione al decreto ministeriale emanato, risolvendo l’anomalia della doppia tipologia di scontrini in circolazione. Ricordo che il Gioco del Lotto è proprietà dello Stato e che gli scontrini vengono tuttora utilizzati come ricevute per canone Tv, bollo auto e altre tasse”.

Ufficio Stampa

on. Giuseppe L’Abbate

 

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Ville Vesuviane 2024

NUOVA GIULIETTA E-JET

120 anni: Pablo Neruda 

Commenti recenti