24 Maggio 2024, venerdì
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Le Multinazionali del Sociale. Associazioni di solidarietà o SpA?

Durante il periodo natalizio è stata richiesta ai telespettatori , nei vari programmi televisivi di Rai e Mediaset,  la  donazione  di denaro a favore  di alcune Associazioni e Fondazioni , la cui finalità è quella  di aiutare i bambini del terzo mondo,  di aiutare la ricerca medica  per debellare questa o quella malattia o per sanare situazioni di emergenza quali terremoti, maremoti o calamità di varia natura. Le finalità di tali strutture sono,  senz’altro,  nobili,  ma vorremo conoscere gli esiti della donazione del  denaro raccolto , ossia cosa è stato concretamente realizzato.

Ho definito queste Associazioni e Fondazioni “multinazionali del sociale”,  in quanto i loro bilanci sono faraonici ed in quanto sono  dotate di strutture e uffici di rappresentanza tipiche delle grandi società.

Esse detengono l’esclusiva della raccolta fondi e nessuna Associazione piccola  viene aiutata allo stesso modo .

Siamo certi che non si tratti di “business”, come, a volte,  sembra essere, ma di vera e propria solidarietà, anche se fa discutere l’aiuto offerto dai mass media,  quasi esclusivamente,  ad Associazioni strutturate come grandi società .

Noi riteniamo che debba prevalere la finalità umanitaria di un’Associazione, anche se non supportata da  una struttura faraonica e da  un bilancio faraonico.

Noi di “Progetto di Vita” non chiediamo soldi a nessuno e mai lo faremo se non attraverso richieste dirette ovvero che vadano direttamente a chi ne ha bisogno, così come abbiamo fatto a Taranto donando, con il contributo Comune di Assago,  1000 euro a 25 famiglie.

Il nostro gesto  è rimasto nel silenzio, come pure le nostre iniziative a favore di chi soffre, di chi è indebitato, di chi viene escluso dalla nostra società  moralista, che pone ai margini chi vive il disagio economico .

Vorremmo che le reti televisive concedessero spazio anche ad Associazioni come la nostra,  che non vuole avere un bilancio “corposo”, ma vuole solo contribuire alla rinascita economica e morale della nostra società, mediante proposte di progetti condivisibili dagli stessi cittadini e dalle Istituzioni , instaurando la cosiddetta “solidarietà attiva”, che vede partecipi e costruttori del proprio benessere gli stessi emarginati . Non l’elemosina! E poi a chi vanno realmente i soldi raccolti ?

Trasmesso e pubblicato

Biagio Maimone

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