13 Aprile 2024, sabato
HomeItaliaEconomiaSigarette elettroniche, un settore senza respiro

Sigarette elettroniche, un settore senza respiro

L’entrata in vigore del decreto ministeriale che regolamenta il settore delle sigarette elettroniche, prevista dal primo gennaio del 2014, non risolverà i molti problemi di questo nuovo mercato: in primo luogo perché per le lungaggini burocratiche non consentiranno l’immediata applicazione della tassazione al 58,5% prevista. La prima conseguenza, dunque sarà una riduzione del gettito previsto, per le casse dello Stato, di 117 milioni di euro. A fare il punto della situazione sono state le associazioni di settore Anafe-Confindustria, Fiesel-Confesercenti e L.I.F.E. – Federcontribuenti, insieme ai deputati Lavagno (Sel), Prodani (M5S), Capozzolo (Pd) e Abrignani (Fi) durante la conferenza stampa voluta dall’On. Sabrina Capezzolo (nella foto). Il problema principale è stato sottolineato dal presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini, ed è rappresentato proprio dalla tassazione al 58,5% a causa della quale molti dei 7.300 posti di lavoro, che si sono creati grazie a questo mercato, sono a rischio. “Si tratta di un problema non solo fiscale e regolatorio – gli ha fatto eco Massimiliano Federici, presidente di Fiesel-Confesercenti- ma anche sociale perché una pressione fiscale così forte mette a repentaglio la sopravvivenza di molti negozi. Oltre al 58,5%, infatti, bisogna considerare una tassazione aggiuntiva e l’Iva, per un totale dell’80%. In questo modo – ha sottolineato – con un incasso annuale di circa 400mila euro, i commercianti riescono a malapena a pareggiare i conti, andando incontro, quindi, al fallimento”. I deputati hanno quindi annunciato di voler sostenere l’emendamento del collega Prodani che prevede un altro metodo di applicazione della tassazione: 20 centesimi di euro per ogni millilitro di liquido. Secondo i calcoli, questo inciderebbe in modo poco rilevante sul costo dei prodotti sui quali, invece, con la tassazione del 58,5% i negozianti dovrebbero applicare un ricarico del 140% per potersi garantire un guadagno. A sostegno della causa hanno portato la propria testimonianza Rita Dalla Chiesa e l’attore Gaspare. “Non sono una fumatrice – ha sottolineato Dalla Chiesa – ma credo che questa sia una battaglia di buon senso. Se tante voci sostengono l’utilità e la non nocività delle sigarette elettroniche, mi chiedo a chi questi dispositivi fanno paura. Da madre e amica di fumatori, penso che siano invece una valida alternativa per aiutare i fumatori a smettere”. Da fumatore, Gaspare ha tenuto a sottolineare quanto le sigarette elettroniche siano di aiuto a chi ha il vizio, soprattutto i più accaniti: “Se il mio socio l’avesse utilizzata – ha concluso facendo riferimento a Zuzurro – forse non sarebbe morto di tumore al polmone un mese e mezzo fa”.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti