29 Febbraio 2024, giovedì
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Nel 2011 pari a 510 mld il fatturato delle imprese italiane all'estero

Nel 2011, la presenza delle imprese italiane all’estero si conferma rilevante e geograficamente diffusa: 21.682 controllate in 161 paesi nel 2011, 1,7 milioni di addetti impiegati e un fatturato di 510 miliardi di euro. Lo rileva l’Istat spiegando che le multinazionali italiane all’estero realizzano un fatturato pari al 15% di quello complessivamente prodotto dalle imprese residenti in Italia, percentuale che sale al 20,8% al netto degli acquisti di beni e servizi. Le controllate all’estero nella manifattura sono la metà di quelle attive nel settore dei servizi non finanziari (6.461 imprese contro 11.888), ma presentano un grado di internazionalizzazione di quattro volte superiore. I settori più internazionalizzati sono l’estrazione di minerali da cave e miniere, la fabbricazione di autoveicoli, la fornitura di energia elettrica e gas e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche. Il Brasile è il principale paese di localizzazione delle attività industriali a controllo nazionale, in termini di addetti. Per quanto riguarda il costo del lavoro, Tunisia, Cina, India e Romania presentano costi molto contenuti per le affiliate italiane, con valori annui compresi tra i 4 mila e i 7 mila euro pro-capite. I valori più elevati si registrano, invece, in Francia con circa 55 mila euro per dipendente. Le esportazioni di merci e servizi delle affiliate estere sono pari al 27,2% del loro fatturato. Rilevante è la quota di fatturato esportato verso l’Italia da parte delle controllate italiane all’estero attive nei settori tradizionali del made in Italy: industrie tessili e confezione di articoli di abbigliamento (58,2%), fabbricazione di articoli in pelle (39%) e fabbricazione di mobili e altre industrie manifatturiere (37,5%).

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