8 Maggio 2021, sabato
Home News L'annuncio: “Un nuovo 15 ottobre”. Gli antagonisti dichiarano guerra

L’annuncio: “Un nuovo 15 ottobre”. Gli antagonisti dichiarano guerra

Quella data se la ricorda bene il carabiniere scelto Fabio Tartaglione che nel 2011 era alla guida del blindato incendiato dai manifestanti nel corso dei disordini scoppiati a margine del corteo degli Indignados. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Francesco Minisci, Tartaglione ha ricostruito quanto avvenuto in piazza San Giovanni davanti ai giudici della IX sezione del tribunale collegiale penale: “I primi sampietrini sono arrivati mentre ci trovavamo in via Labicana ma la situazione è peggiorata appena siamo arrivati nei pressi della piazza – ha riferito commosso il militare – Manifestanti erano davanti al blindato e lanciavano di tutto: ricordo in particolare la rabbia e la violenza con cui una ragazza lanciava sassi. Ad un certo punto “qualcuno ha aperto il portellone laterale. Poi sono stato colpito da un giovane vestito di chiaro con un bastone di legno allo zigomo. Ero stordito e cominciai a sentire odore di fumo, vidi delle fiamme. Pensai a mio figlio, nato da solo 4 mesi, e mi dissi che dovevo scappare, che dovevo provare a salvarmi. Uscito dal blindato fui colpito da alcuni oggetti fino a che dei colleghi mi hanno preso e messo in salvo.  – ha concluso il militare – Porto ancora i segni di quel giorno e da allora non dormo più con mia moglie e mio figlio sia per via dei problemi respiratori legati alle ferite al naso, sia perchè alle volte mi capita di svegliarmi urlando”.
Sale la tensione alla vigilia dei due cortei del 18 e 19 ottobre per le strade della Capitale, ai quali si aggiunge anche la partita di campionato Roma-Napoli. Venerdì sarà la volta dei sindacati di base, mentre il giorno successivo toccherà ai No Tav e ai movimenti per la casa. Il piano di sicurezza, messo a punto dal prefetto Giuseppe Pecoraro e il questore Fulvio Della Rocca, prevede bonifiche lungo i percorsi autorizzati dalla Questura, mentre da due giorni le pattuglie sorvegliano tutte le uscite del Raccordo Anulare. Il piano sicurezza è già scattato: 4mila agenti di rinforzo sono entrati in servizio.

Il corteo dei sindacati di venerdì da piazza della Repubblica a San Giovanni, sfilerà per Santa Maria Maggiore, Merulana, Manzoni, Emanuele Filiberto e si concluderà in un vero e prorpio accampamento con comizi e concerti. L’accampamento sarà sorvegliato dagli stessi lavoratori che aspetteranno, sabato alle 14, l’arrivo dei movimenti di lotta per la casa, i centri sociali, i No Tav per il corteo che si snoderà fino a Porta Pia toccando via Merulana, Santa Maria Maggiore, via Amendola, Repubblica, Cernaia, XX Settembre, Castro Pretorio, Policlinico, Croce Rossa e il previsto assedio ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture che per l’occasione saranno trasformati in vere e proprie zone rosse. Anche in questo caso i manifestanti hanno annunciato l’occupazione della piazza alla fine del corteo.
“Sabato e domenica avremo una unità di crisi permanente – ha annunciato il sindaco Ignazio Marino –Vogliamo seguire in stretto contatto con il ministero dell’Interno tutto ciò che accade in città e mi auguro, davvero, che si tratti di manifestazioni democratiche senza alcuna forma di violenza”. A partecipare all’unità di crisi saranno: il capo di gabinetto, Luigi Fucito, il comandante dei vigili, Raffaele Clemente e il delegato alla Sicurezza Rossella Matarazzo.

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