29 Febbraio 2024, giovedì
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Stretta Ue sulle sigarette

Pacchetti di sigarette con messaggi antifumo a coprire il 65% della superficie fronte e retro (oggi rispettivamente il 30% e il 40%), banditi i pacchetti da meno di 20 sigarette e quelle al mentolo (dal 2022) ma non le «slim», sì alla regolamentazione delle elettroniche ma senza l’obbligo di diventare presidi medici da vendere solo in farmacia. Sono alcuni dei punti salienti della posizione del Parlamento europeo sulla direttiva sui prodotti del tabacco approvata ieri, che, per assumere forma definitiva, dovrà ora essere negoziata con gli Stati membri. Le nuove regole arriveranno quasi certamente prima della fine della legislatura (primavera 2014). Ma sono molti gli elementi comuni tra la posizione del Parlamento e quella del Consiglio, assunta già nel giugno scorso. Come l’abbassamento, secondo la richiesta italiana, al 65% della soglia degli avvisi anti-fumo che la Commissione voleva al 75% o il rifiuto di vietare le slim. Insomma, i punti di accordo ci sono e potrebbero far accelerare i negoziati.

La proposta iniziale dell’Esecutivo comunitario è stata presentata alla fine del 2012 per sostituire la legislazione vigente (direttiva 37/2001/CE). Una bozza legislativa arrivata dopo mesi di polemiche, sospetti e accuse che erano costate le dimissioni al commissario UE per la salute e i diritti dei consumatori, John Dalli. Prevedeva il bando degli additivi di ogni genere, lo stop alle aromatizzate e alle «slim», con gli avvisi anti-fumo che avrebbero dovuto coprire il 75% dei pacchetti e nuovi limiti sul contenuto di nicotina, condensato e monossido di carbonio, oltre a un nuovo sistema di tracciabilità.

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