25 Febbraio 2024, domenica
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Per la cultura un fisco soft

Fisco «soft» sulle donazioni dei privati (fino a 10 mila euro) per sovvenzionare manifestazioni culturali.Il senato accende il semaforo verde sul decreto 91/2013 («Valore cultura», come lo ha chiamato il ministro Massimo Bray) col voto unanime della maggioranza, l’astensione del M5S e il «no» della Lega; il testo, che dovrà essere convertito in legge entro l’8 ottobre, sbarcherà nell’aula di Montecitorio il prossimo martedì. Il provvedimento cancella la norma prevista dalla spending review (legge 135/2012) che imponeva un contenimento delle spese nel comparto: gli enti culturali vigilati dal dicastero di via del Collegio romano e i teatri stabili pubblici non dovranno, infatti, più eseguire i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée. Meno sacrifici, dunque, e maggiori opportunità di ottenere finanziamenti dai soggetti privati, cui si dà la possibilità di elargire fino a 10 mila euro senza essere gravati da oneri amministrativi, mentre riceve 20 milioni in più (dai 90 previsti dal governo ai 110 aggiunti da palazzo Madama) il fondo per il «tax credit» in favore dell’industria cinematografica, introdotto dalla finanziaria 2008; misura, quest’ultima, caldeggiata da parlamentari bipartisan e da numerosi produttori perché, sostengono, il credito d’imposta è in grado di attrarre ulteriormente gli investimenti stranieri per la realizzazione di film.

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