13 Aprile 2021, martedì
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Elusione, per la colpevolezza non serve il dolo

Più facile condannare il professionista per l’elusione fiscale del cliente. Infatti, risponde di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, il commercialista che, attraverso una complessa operazione commerciale, fa cadere le garanzie dell’erario in fase di riscossione. Non è necessario, quindi, per l’accusa provare il dolo specifico che è insito nella sicura conoscenza che il professionista ha delle pratiche fiscali. L’uomo ha orchestrato un azzeramento di capitale della società per perdita e, subito dopo, la sua ricostituzione da parte della socia di minoranza, convivente dell’amministratore. Due i punti sui quali si impernia l’impianto accusatorio confermato in sede di legittimità. Il dolo specifico per giungere alla condanna per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, «consapevolezza che», dice a chiare lettere la Cassazione, «sicuramente appartiene al professionista». In secondo luogo, il fatto che si tratta di un reato di pericolo che scatta per il solo fatto di aver sottratto delle garanzie all’erario.

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