13 Aprile 2021, martedì
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Contribuenti salvi grazie a terzi

Il processo tributario apre alle dichiarazioni dei terzi a favore del contribuente. Infatti, nonostante il divieto di prova testimoniale, possono essere acquisite e valutate dal giudice come presunzioni semplici le dichiarazioni rese da un fornitore, ad esempio, circa le movimentazioni bancarie. Tuttavia, per sconfessare un accertamento del reddito d’impresa sono necessarie spiegazioni analitiche e non sommarie di qualunque versamento o prelevamento. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21305 del 18 settembre 2013, ha accolto due motivi di ricorso presentati dall’amministrazione finanziaria.

Nelle motivazioni i Supremi giudici sembrano dare «un colpo al cerchio e una alla botte». Da una parte, infatti, confermano la legittimità dell’acquisizione delle dichiarazioni dei terzi e dall’altra, invece, ne escludono l’influenza sull’accertamento nel caso in cui risultino troppo generiche e circostanziate, com’è avvenuto in questo caso.

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