22 Ottobre 2026, giovedì
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Uccise il benzinaio di Ardea per 500 euro, Marco Adamo condannato a 25 anni

Il 18enne accoltellò al cuore Nahid Miah durante una rapina al distributore di Tor San Lorenzo. Le telecamere hanno ricostruito la fuga, poi la confessione dopo una settimana

Ventisette maggio 2025. Sono da poco passate le dodici quando Marco Adamo arriva in moto davanti a un distributore di carburante di Tor San Lorenzo, ad Ardea. Ha 18 anni, indossa un casco integrale e abiti neri. In testa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, c’è un obiettivo preciso: portare via l’incasso della giornata, poco più di 500 euro.

Ad attenderlo c’è Nahid Miah, 36 anni, originario del Bangladesh e al lavoro alla stazione di servizio. Quella che doveva essere una rapina si trasforma in pochi istanti in un omicidio. Miah reagisce, nasce una colluttazione e Adamo lo colpisce con una coltellata al cuore. Per il benzinaio non c’è scampo.

Ora, per quell’aggressione, è arrivata la condanna: 25 anni di carcere per Marco Adamo, ritenuto responsabile dell’uccisione del 36enne.

La rapina, la resistenza e il colpo mortale

La dinamica viene ricostruita attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza. Adamo arriva al distributore a bordo di una moto, successivamente risultata rubata due giorni prima a Roma. Il volto nascosto dal casco e il corpo completamente coperto dagli abiti rendono inizialmente più complesso identificarlo.

L’obiettivo, secondo la ricostruzione investigativa, è l’incasso del distributore. Una somma non particolarmente elevata, poco più di 500 euro, che diventa il motivo di una tragedia.

Miah tenta di opporsi. La rapina degenera in una colluttazione e, durante lo scontro, arriva la coltellata che raggiunge il cuore del benzinaio. Adamo fugge, lasciando il 36enne a terra.

Le telecamere seguono la fuga

È proprio la videosorveglianza a fornire agli investigatori una parte decisiva del puzzle. Le telecamere del distributore fissano gli istanti dell’aggressione. Quelle presenti lungo il percorso consentono poi di seguire gli spostamenti della moto utilizzata dal giovane prima e dopo il delitto.

Il mezzo viene ritrovato il giorno successivo ad Ardea. È quasi completamente carbonizzato, un elemento che gli investigatori interpretano come un tentativo di cancellare le tracce.

Ma la fuga non dura a lungo. Dopo una settimana, Adamo viene rintracciato. Di fronte agli inquirenti arriva quindi la confessione. Una frase, in particolare, restituisce la sua versione di quei momenti: «Ha riso di me, l’ho accoltellato».

Dopo la confessione, la condanna

Dalle immagini delle telecamere alla moto rubata, fino alla confessione, gli elementi raccolti dagli investigatori consentono di ricostruire la sequenza del delitto e di arrivare all’individuazione del responsabile.

A poco più di un anno dall’omicidio arriva così la sentenza: 25 anni di reclusione per Marco Adamo, per l’uccisione di Nahid Miah durante la rapina al distributore di Tor San Lorenzo.

Restano sullo sfondo i pochi minuti in cui una rapina per poco più di 500 euro si è trasformata in un omicidio. E la vita di un uomo, quella di Nahid Miah, spezzata da una sola coltellata al cuore.

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