23 Ottobre 2026, venerdì
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Tensione nel Baltico, Mosca accusa Copenaghen: «Manovre provocatorie contro la fregata russa»

L’ambasciatore russo in Danimarca Vladimir Barbin contesta la ricostruzione di Copenaghen sull’episodio in mare: «Non è la prima volta che elicotteri danesi effettuano manovre pericolose vicino alle nostre navi». La Danimarca parla di due razzi di segnalazione lanciati dalla fregata russa. Nessun ferito né danno.

Si alza la tensione tra Russia e Danimarca dopo un incidente avvenuto in mare che coinvolge una fregata della Marina russa e un elicottero dell’aeronautica danese. Mosca accusa Copenaghen di aver compiuto «azioni provocatorie», mentre le autorità danesi riferiscono che dalla nave russa sono stati lanciati due razzi di segnalazione, uno dei quali sarebbe passato a distanza ravvicinata dall’elicottero.

L’episodio, secondo quanto riferito dal governo danese, non ha provocato feriti né danni materiali. Ma la lettura fornita da Mosca è nettamente diversa e riaccende il confronto sulle attività militari nello spazio marittimo e aereo del Nord Europa.

A intervenire è stato l’ambasciatore russo a Copenaghen, Vladimir Barbin, che in una dichiarazione ripresa dall’agenzia Interfax ha annunciato che la Russia «esaminerà attentamente tutte le circostanze dell’incidente». Il diplomatico ha però sottolineato che, a suo giudizio, non si tratterebbe di un episodio isolato.

Secondo Barbin, infatti, «non è la prima volta che elicotteri dell’aeronautica danese effettuano manovre pericolose in prossimità di navi militari russe operanti in alto mare e al di fuori delle acque territoriali danesi».

La questione centrale, nella ricostruzione russa, riguarda dunque il comportamento dell’elicottero. Mosca respinge l’interpretazione secondo cui le attività danesi possano essere considerate semplicemente operazioni di routine e sostiene che proprio tali modalità operative possano aumentare il rischio di incidenti.

«L’incidente attuale», ha affermato Barbin, «indica che i problemi di comunicazione non risiedono nelle navi della Marina russa, bensì nella parte danese». Un’accusa che il diplomatico accompagna a una critica più ampia nei confronti delle autorità di Copenaghen.

Barbin ha infatti contestato i tentativi danesi di definire «prassi di routine» le manovre dell’elicottero nei confronti della fregata russa. Una qualificazione che, secondo l’ambasciatore, «solleva serie preoccupazioni circa le potenziali conseguenze di tale imprudenza».

Il punto, per Mosca, non è soltanto ricostruire la dinamica dell’ultimo episodio, ma affrontare il problema più generale della gestione degli incontri tra mezzi militari in mare e nello spazio aereo sovrastante. Secondo il diplomatico russo, la Danimarca non avrebbe dimostrato in passato, e non dimostrerebbe tuttora, la volontà necessaria a ridurre il rischio di escalation.

«Purtroppo, la parte danese non ha mai avuto, né ha tuttora, la volontà di prevenire un’escalation della situazione in mare e di adoperarsi per rafforzare la fiducia reciproca», ha dichiarato Barbin.

L’ambasciatore ha quindi richiamato anche precedenti iniziative diplomatiche russe. Secondo la versione di Mosca, le proposte avanzate per valutare un accordo finalizzato alla prevenzione degli incidenti in alto mare e nello spazio aereo sovrastante sarebbero state «categoricamente respinte» dalla parte danese.

Il confronto resta quindi aperto su due piani distinti: da una parte la ricostruzione concreta di quanto accaduto tra la fregata russa e l’elicottero danese, dall’altra una più ampia disputa sulle regole di comportamento e sulle modalità di interazione tra forze armate in una regione dove la presenza militare e le attività di sorveglianza sono diventate sempre più sensibili.

Per ora, l’episodio non ha prodotto conseguenze fisiche. Ma le parole di Mosca mostrano come anche un incidente senza feriti né danni possa trasformarsi rapidamente in un nuovo terreno di confronto diplomatico e militare.

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