6 Novembre 2026, venerdì
HomeItaliaPoliticaItalia-Egitto, la nuova sfida sull’immigrazione: più ingressi regolari, meno irregolari

Italia-Egitto, la nuova sfida sull’immigrazione: più ingressi regolari, meno irregolari

Al Cairo Tajani annuncia un’intesa con il governo egiziano per rafforzare la cooperazione sui flussi migratori. L’obiettivo è collegare formazione, lavoro e canali legali di ingresso, riducendo al tempo stesso la pressione dell’immigrazione irregolare.

Trasformare la gestione dei flussi migratori da terreno di emergenza a strumento di cooperazione economica. È questa la direzione indicata dall’Italia nei rapporti con l’Egitto, uno dei Paesi chiave nello scacchiere mediterraneo e nel controllo delle rotte migratorie verso l’Europa.

Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato al Cairo, dove ha illustrato ai giornalisti i contenuti dell’intesa che Italia ed Egitto si apprestano a sottoscrivere. Il punto centrale è chiaro: contrastare l’immigrazione irregolare aumentando, parallelamente, le opportunità di ingresso legale nel nostro Paese.

«Dovremo affrontare sempre più il tema dell’immigrazione», ha spiegato Tajani, sottolineando come l’accordo con le autorità egiziane punti a rafforzare la collaborazione tra i due Paesi. L’ambizione è quella di ridurre il numero degli arrivi irregolari e, allo stesso tempo, favorire un numero crescente di migranti regolari destinati a essere inseriti nel mercato del lavoro italiano.

Non soltanto controllo delle frontiere, dunque, ma anche formazione professionale e occupazione. La strategia delineata dal ministro parte dall’idea che l’apertura di canali regolari possa diventare una componente strutturale della politica migratoria: selezionare e formare lavoratori nei Paesi di origine per rispondere, attraverso percorsi legali, alle esigenze delle imprese italiane.

È un modello che prova a tenere insieme due esigenze spesso considerate contrapposte: il contrasto alle partenze irregolari e la necessità dell’economia italiana di reperire manodopera in settori nei quali la domanda di lavoratori resta elevata.

L’Egitto assume, in questo quadro, un ruolo strategico. La sua posizione geografica, il peso politico nella regione e la dimensione demografica ne fanno un interlocutore centrale per l’Italia nella gestione dei fenomeni migratori che attraversano il Mediterraneo.

L’intesa annunciata al Cairo punta quindi a spostare il baricentro della collaborazione: dall’emergenza degli sbarchi alla costruzione di percorsi più ordinati e programmati. Un approccio nel quale la formazione dovrebbe rappresentare il passaggio decisivo per trasformare l’ingresso regolare in un’opportunità tanto per i lavoratori stranieri quanto per le aziende italiane.

La scommessa, ora, sarà tradurre gli impegni politici in meccanismi concreti: formazione nei Paesi di partenza, selezione dei lavoratori, ingresso attraverso canali regolari e successivo inserimento professionale. Un percorso che, nelle intenzioni del governo italiano, dovrebbe contribuire a rendere più governabile il fenomeno migratorio e a ridurre lo spazio lasciato alle reti dell’immigrazione clandestina.

Dal Cairo, dunque, Tajani rilancia una linea che lega strettamente politica estera, sicurezza e fabbisogno occupazionale. La sfida non è soltanto fermare ciò che è irregolare, ma costruire alternative credibili e legali. E per l’Italia, nel rapporto con l’Egitto, questa partita passa sempre più anche dal lavoro.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti