2 Luglio 2026, giovedì
HomeItaliaCronacaLiberi di scegliere, la Camera approva la legge per salvare i figli...

Liberi di scegliere, la Camera approva la legge per salvare i figli delle mafie

Via libera unanime al provvedimento che protegge i minori cresciuti in contesti criminali. Colosimo: «Ogni bambino che sceglie la libertà spezza la catena dell’illegalità»

Una legge che interviene nel punto più delicato e insieme più decisivo della lotta alla criminalità organizzata: l’infanzia. Con 209 voti favorevoli e nessun contrario o astenuto, la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità il provvedimento per la tutela dei minori appartenenti a famiglie mafiose, trasformando in norma un’esperienza giudiziaria nata sul campo e maturata negli anni.

Il cuore dell’iniziativa è racchiuso in un nome che è già un programma: “Liberi di scegliere”. Un progetto avviato nel 2017 dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e progressivamente adottato da altri uffici giudiziari italiani, fino a diventare un modello condiviso e oggi riconosciuto a livello nazionale attraverso un protocollo d’intesa sostenuto trasversalmente da tutte le forze politiche.

La legge si fonda su una consapevolezza tanto semplice quanto drammatica: nei contesti mafiosi, la famiglia può trasformarsi in un ambiente che condiziona e indirizza precocemente i minori verso la cultura criminale. Da qui la necessità di intervenire per interrompere quella che, per decenni, è stata considerata una trasmissione quasi ereditaria dell’appartenenza mafiosa.

Il provvedimento prevede strumenti incisivi, tra cui la limitazione o la decadenza della responsabilità genitoriale nei casi più gravi, accompagnati da percorsi di sostegno e rieducazione. L’obiettivo non è solo sottrarre i minori a contesti ad alta densità criminale, ma offrire loro un’alternativa concreta: un ambiente sano, supporto psicologico, opportunità educative e prospettive lavorative che possano rompere definitivamente il legame con il sistema mafioso.

Non si tratta, dunque, di una misura punitiva, ma di un investimento sul futuro. Un tentativo di spezzare la catena che lega generazioni intere alla criminalità organizzata, intervenendo prima che sia troppo tardi.

A sottolineare il valore simbolico e umano della legge è stata la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo: «La pretesa della mafia di riprodursi all’infinito si infrange: non è più di padre in figlio». Colosimo ha poi voluto chiarire il significato più profondo del provvedimento: «Questa non è semplicemente la legge “Liberi di scegliere”, ma porta il nome di chi, con coraggio e senza tutele, ha già intrapreso questo percorso».

Dietro la norma, infatti, ci sono storie concrete. Come quella di “Vincenzo”, nome di fantasia, considerato il più giovane collaboratore di giustizia ma in realtà vittima di un sistema che lo aveva intrappolato fin dall’infanzia. O quella di “Luce”, che ha trovato la forza di allontanare i propri figli da un contesto familiare segnato dalla criminalità, sottraendoli a un destino già scritto.

L’approvazione unanime del testo segna un passaggio politico e culturale significativo. Per la prima volta, il Parlamento riconosce in modo organico che la lotta alla mafia passa anche – e forse soprattutto – dalla protezione dei più vulnerabili.

Perché ogni bambino che riesce a scegliere la libertà non è solo una vita salvata, ma una smentita concreta alla presunta invincibilità delle organizzazioni criminali.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti