25 Ottobre 2026, domenica
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Teva taglia 93 posti a Villanterio, Appendino (M5S): “Utili miliardari e licenziamenti, il governo intervenga”

La deputata pentastellata al fianco dei lavoratori Tapi in sciopero: “Scelte immorali che colpiscono famiglie e territorio. Porteremo il caso in Parlamento”

Un’azienda in salute, capace di generare utili in crescita in uno dei settori più redditizi dell’economia globale, eppure pronta a ridurre drasticamente il personale e a chiudere uno stabilimento. È il caso Teva, multinazionale del farmaceutico, finita al centro della protesta dei lavoratori Tapi di Villanterio, dove sono stati annunciati 93 licenziamenti.

Davanti ai cancelli dello stabilimento pavese, in occasione dello sciopero, è arrivata la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che ha espresso solidarietà ai dipendenti e annunciato un’iniziativa politica immediata. “Siamo qui per garantire che la loro voce arrivi in Parlamento – ha dichiarato –. Interverremo in Aula, depositeremo un’interrogazione e torneremo a sollecitare il ministro Urso”.

Al centro della denuncia, quella che Appendino definisce una contraddizione insanabile: da un lato i profitti, dall’altro i tagli occupazionali. “Siamo davanti a qualcosa di inaccettabile. Teva è un’azienda in utile, che aumenta il proprio valore anno dopo anno, in un comparto che macina miliardi. Eppure decide di licenziare il 20% della forza lavoro in Italia e di chiudere uno stabilimento”.

Una scelta che, secondo la parlamentare, non è solo economicamente discutibile, ma anche socialmente insostenibile. “Sono decisioni immorali – ha aggiunto –. A pagare non sono soltanto i lavoratori e le loro famiglie, ma un intero territorio che rischia la desertificazione industriale”.

Il timore è quello di una frattura irreversibile nella filiera produttiva locale, con la dispersione di competenze costruite in anni di lavoro. “Si spezza una catena industriale – ha sottolineato – e si disperde un patrimonio professionale per mere logiche finanziarie”.

Da qui l’appello al governo affinché intervenga con urgenza. “Se passa il principio che un’azienda sana può scaricare 93 famiglie senza conseguenze, allora dobbiamo chiederci dove si fermerà questa deriva”, ha concluso Appendino, assicurando che la mobilitazione non si fermerà: “Questa battaglia si allarga e noi siamo qui per non lasciare soli i lavoratori”.

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