5 Ottobre 2026, lunedì
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Tragedia nelle acque delle Maldive: cinque italiani morti durante un’immersione nell’atollo di Vaavu

La Farnesina conferma il decesso di un gruppo di sub esperti impegnati nell’esplorazione di grotte a 50 metri di profondità. Tra le vittime la ricercatrice Monica Montefalcone. Indagini in corso, meteo avverso tra le possibili concause

Una discesa negli abissi trasformata in tragedia. Cinque turisti italiani hanno perso la vita durante un’immersione subacquea nelle acque cristalline dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, in circostanze ancora da chiarire. La conferma ufficiale è arrivata dalla Farnesina, che segue il caso insieme all’ambasciata italiana a Colombo.

Secondo una prima ricostruzione, il gruppo si sarebbe immerso da un’imbarcazione da crociera subacquea, la “Duke of York Safari”, con l’obiettivo di esplorare alcune grotte sommerse a circa 50 metri di profondità. Un’operazione complessa e tecnicamente impegnativa, riservata a subacquei esperti, che tuttavia potrebbe aver esposto i partecipanti a rischi elevati, aggravati dalle condizioni ambientali.

L’allarme è scattato alle 13:45 ora locale, quando le autorità maldiviane sono state informate della scomparsa dei cinque sub. Le operazioni di ricerca, avviate immediatamente, si sono concluse con il ritrovamento dei corpi, tutti già privi di vita al momento del recupero. Le indagini sono tuttora in corso e dovranno stabilire con precisione le cause del decesso, che al momento restano indeterminate.

Tra le vittime figura Monica Montefalcone, figura di spicco nel panorama scientifico italiano. Professoressa associata di Ecologia presso l’Università di Genova, Montefalcone era una studiosa riconosciuta a livello internazionale per il suo impegno nella tutela degli ecosistemi marini. Il suo lavoro l’aveva portata a coordinare progetti di rilievo come Talassa, GhostNet e MER “A16-A18”, contribuendo in maniera significativa alla ricerca sulla biodiversità e alla salvaguardia dei fondali. Nota anche al grande pubblico per alcune apparizioni televisive, univa alla competenza accademica una forte capacità divulgativa.

Un elemento che potrebbe aver inciso sull’esito dell’immersione riguarda le condizioni meteorologiche. Nella giornata di giovedì, infatti, sull’area era stata diramata un’allerta gialla per vento forte: un fattore che può compromettere la sicurezza delle operazioni subacquee, influenzando correnti, visibilità e stabilità delle immersioni profonde.

“La Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione”, si legge nella nota ufficiale. Le autorità diplomatiche sono al lavoro per fornire assistenza consolare alle famiglie delle vittime, mentre proseguono gli accertamenti delle autorità locali.

Resta, sullo sfondo, l’interrogativo su cosa sia accaduto negli ultimi minuti di quella discesa negli abissi: se un’improvvisa difficoltà tecnica, un errore umano o una combinazione di fattori ambientali e operativi. Un enigma che solo le indagini potranno sciogliere, mentre il mondo della ricerca e quello del turismo subacqueo fanno i conti con una perdita tanto grave quanto improvvisa.

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