6 Ottobre 2026, martedì
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Artemis II, il ritorno verso la Luna: parte la missione che prepara la nuova era spaziale

Dalla Florida il decollo del razzo SLS con la capsula Orion: superati gli imprevisti tecnici, l’equipaggio punta all’orbita lunare. A bordo anche tecnologia italiana per il primo test umano del programma Artemis

Il conto alla rovescia si è chiuso con qualche minuto di tensione in più, ma alla fine la storia ha ripreso la sua traiettoria. La missione Artemis II è decollata nella notte italiana del 2 aprile, segnando un nuovo capitolo nell’esplorazione umana dello spazio profondo. Alle 18:36 locali del 1° aprile, dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, il potente Space Launch System ha spinto la capsula Orion spacecraft verso l’orbita lunare.

Un decollo atteso, carico di simboli e ambizioni, che segna il ritorno degli astronauti nello spazio cislunare dopo oltre mezzo secolo dall’epopea delle missioni Apollo.

Gli imprevisti prima del via

A poche ore dal lancio, due anomalie tecniche hanno rischiato di rallentare ulteriormente una tabella di marcia già slittata. Il primo problema, emerso intorno alle 23:20 italiane, ha riguardato un sistema di sicurezza fondamentale: quello che consente al controllo a Terra di distruggere il razzo in caso di deviazioni pericolose durante l’ascesa.

Un dispositivo cruciale, senza il quale – come hanno ribadito i tecnici della NASA – il lancio non sarebbe stato autorizzato. L’anomalia è stata però risolta rapidamente, seguita da verifiche approfondite sull’affidabilità dell’hardware.

Poco prima del decollo è emersa anche una criticità minore: un sensore difettoso segnalava un surriscaldamento inesistente in una batteria del sistema di aborto del lancio. Anche in questo caso, l’intervento tempestivo degli ingegneri ha permesso di ripristinare la piena operatività, insieme a un aggiustamento delle comunicazioni di bordo.

L’Italia a bordo della nuova corsa alla Luna

Non è solo una missione americana. L’Europa – e in particolare l’Italia – gioca un ruolo tutt’altro che marginale. Lo ha sottolineato Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, ricordando come numerosi componenti tecnologici italiani siano integrati sia nella capsula Orion sia nel sistema di lancio.

Un contributo che va oltre il dato industriale e apre prospettive strategiche: l’idea, sempre più concreta, di una futura economia lunare, fatta di infrastrutture, ricerca e presenza stabile dell’uomo oltre l’orbita terrestre.

Una missione senza allunaggio, ma decisiva

Artemis II non prevede lo sbarco sulla superficie lunare. Eppure, il suo valore è cruciale. Si tratta del primo volo con equipaggio del programma Artemis, un banco di prova per testare in condizioni reali tutti i sistemi: navigazione, comunicazioni e supporto vitale.

Per nove giorni, la capsula Orion ospiterà quattro astronauti chiamati a verificare che ogni elemento funzioni alla perfezione in vista delle future missioni con allunaggio.

Al comando c’è Reid Wiseman, veterano dello spazio con 165 giorni già trascorsi in orbita. Accanto a lui il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen, alla sua prima esperienza.

Record e primati nella rotta lunare

La missione è destinata a entrare nei libri di storia anche per i suoi primati. Hansen sarà il primo canadese a orbitare attorno alla Luna; Glover il primo afroamericano a spingersi così lontano nello spazio; Koch la prima donna a osservare direttamente la faccia nascosta del nostro satellite.

Non solo: l’equipaggio si spingerà oltre l’orbita lunare, fino a oltre 400mila chilometri dalla Terra, superando la distanza percorsa dalle missioni Apollo. Un viaggio che porterà Orion a più di 7.600 chilometri oltre la Luna, segnando un nuovo limite nell’esplorazione umana.

Verso il ritorno dell’uomo sulla Luna

Artemis II è, in definitiva, una prova generale. Se tutto funzionerà come previsto, sarà il trampolino di lancio per le missioni successive, quelle che riporteranno gli astronauti a camminare sulla superficie lunare.

Non è ancora il momento dell’allunaggio, ma è il passo decisivo per tornarci. E questa volta, per restare.

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