5 Ottobre 2026, lunedì
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Milano-Cortina 2026, giornata leggendaria: argento nello snowboard cross a squadre, oro storico di Vittozzi nel biathlon

Moioli e Sommariva firmano la 21ª medaglia azzurra con una rimonta da brividi. Due ore dopo Lisa Vittozzi domina l’inseguimento e regala all’Italia l’ottavo oro: mai così in alto ai Giochi invernali.

Milano-Cortina riscrive la storia azzurra a colpi di medaglie. In meno di due ore l’Italia passa dall’argento nello snowboard cross a squadre miste al trionfo nel biathlon, aggiornando il medagliere fino a quota 22 podi complessivi e otto ori: primato assoluto per i Giochi invernali.

La prima scintilla arriva dalla pista dello snowboard cross, dove la coppia composta da Michela Moioli e Lorenzo Sommariva conquista un argento di carattere e talento. Poi, al poligono e sugli sci stretti, è Lisa Vittozzi a prendersi la scena con una prova perfetta nell’inseguimento 10 km, primo oro olimpico italiano nella specialità.

Snowboard cross, l’arte della rimonta: Moioli trascina, Sommariva resiste

La cavalcata verso la finale inizia in salita. Nei quarti di finale Sommariva fatica a trovare ritmo e chiude la sua manche con 89 centesimi di ritardo. È lì che entra in gioco la stoffa della campionessa: Moioli recupera oltre un secondo, aggancia le avversarie e strappa il pass per la semifinale.

Il copione si ripete nel turno successivo. Sommariva contiene il distacco (+0.32), ma è ancora l’azzurra di Alzano Lombardo a cambiare marcia: sorpassi chirurgici, traiettorie pulite, fino a lasciarsi alle spalle anche la campionessa olimpica australiana Baff. L’Italia vola in finale.

Nell’ultimo atto, la coppia azzurra costruisce l’argento con lucidità e sangue freddo. Sommariva chiude terzo la sua run, evitando una caduta che avrebbe potuto compromettere tutto, a 66 centesimi dalla vetta. Moioli parte all’inseguimento e si issa al secondo posto, fermando il cronometro a 43 centesimi dall’oro.

Il titolo va alla Gran Bretagna con Nightingale e Bankes; bronzo alla Francia di Bozzolo e Casta. Ai piedi del podio l’Australia. Per l’Italia è la 21ª medaglia dei Giochi, mentre l’altra coppia azzurra, composta da Omar Visintin e Sofia Groblechner, si ferma ai quarti.

In mixed zone, Moioli racconta la sua filosofia agonistica: «Mi piace fare le rimonte, mi metto nel mirino l’avversaria. Avevamo batterie durissime, potevamo uscire subito. Invece ci abbiamo creduto, run dopo run. Sono arrivata a quattro medaglie olimpiche, ora voglio godermi tutto». E sul suo apparente sangue freddo: «Sono emotiva e ansiosa, ma oggi ero serena. La gara individuale mi aveva tolto un peso. In squadra si litiga come in famiglia, ma si lavora per un obiettivo comune».

Sommariva sottolinea la compattezza del duo: «Il segreto è restare tranquilli. Sono stato centrato sia ai quarti sia in finale, non era facile. Ho cercato di limitare il gap, poi Michela ha fatto un lavoro egregio. La medaglia cancella l’amarezza della prova individuale».

Biathlon, Vittozzi perfetta: oro nell’inseguimento e record azzurro

Neanche il tempo di archiviare l’argento che arriva l’oro. Lisa Vittozzi firma una delle pagine più luminose della storia olimpica italiana nel biathlon. Quinta al via dell’inseguimento con 37 secondi di ritardo dalla norvegese Kirkeeide, l’azzurra costruisce la rimonta con freddezza e potenza: sugli sci recupera metri, al poligono non sbaglia un colpo.

Zero errori, sia nella sprint sia nella prova decisiva. L’ultima sessione di tiro è lo spartiacque: Kirkeeide manca due bersagli, Vittozzi fa cinque su cinque e scappa verso l’oro. Chiude in 30’11”8, precedendo la norvegese (+28”8) e la finlandese Minkkinen (+34”3).

È la prima vittoria olimpica italiana nell’inseguimento femminile di biathlon. E soprattutto è l’ottavo oro azzurro a Milano-Cortina 2026, quello che porta il totale delle medaglie a 22: mai così tante ai Giochi invernali.

La giornata era già entrata nella storia grazie ai successi nello sci alpino e nello snowboard; con Vittozzi diventa epica. L’Italia aggiorna il proprio record di podi (22) e di vittorie (8), issandosi al secondo posto nel medagliere alle spalle della Norvegia.

Milano-Cortina 2026 non è più soltanto un’Olimpiade di casa. È l’edizione in cui lo sport azzurro ha imparato a vincere in ogni modo possibile: rimontando, resistendo, colpendo al momento giusto. E scrivendo, ora dopo ora, la sua pagina più ambiziosa.

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