Il Derby emiliano si decide quando ormai sembra destinato a spegnersi nello 0-0, tra nervi tesi, occasioni mancate e un equilibrio spezzato più dalle espulsioni che dal gioco. Al 95’, però, il Parma trova l’istante che vale una stagione: Ordonez, appena entrato, prende la mira dal limite e sorprende Skorupski, firmando l’1-0 che fa esplodere la panchina gialloblù e ammutolisce il Dall’Ara.
È una vittoria pesantissima in chiave salvezza per la squadra di Pecchia, che sale a 26 punti e allunga il passo sulla zona calda della classifica. Per il Bologna, invece, è l’ennesima serata amara di un finale di campionato in caduta libera: quarto ko consecutivo, quota 30 e sogni europei che ormai appartengono più ai rimpianti che alla realtà.
La partita prende una piega netta già al 18’. Pobega entra in ritardo e con la gamba troppo alta su Mandela Keita: l’arbitro non ha dubbi ed estrae il rosso diretto, lasciando il Bologna in dieci uomini per oltre settanta minuti. I rossoblù provano a riorganizzarsi, abbassano il baricentro e puntano sulla compattezza, mentre il Parma fatica a trasformare la superiorità numerica in vere occasioni da gol.
Nella ripresa il match sembra sbloccarsi in modo beffardo per gli ospiti: al 57’ Castro devia nella propria porta, ma l’esultanza del Parma viene strozzata dal controllo del VAR che annulla tutto per posizione di fuorigioco. Poco dopo, però, anche l’assetto disciplinare torna in equilibrio: Troilo rimedia il secondo giallo e ristabilisce la parità numerica, restituendo al Bologna la possibilità di osare qualcosa in più.
Il finale scorre sul filo della tensione, con il pareggio che sembra ormai scritto. Poi la mossa dalla panchina: entra Ordonez e, proprio quando il cronometro segna il 95’, trova lo spazio per calciare dal limite. Il tiro non è irresistibile, ma è preciso e improvviso quanto basta per sorprendere Skorupski e spezzare l’equilibrio.
Il Parma festeggia un successo che vale ossigeno puro. Il Bologna, invece, lascia il campo tra i fischi e le domande: la stagione che prometteva un salto di qualità si sta chiudendo tra occasioni perse, nervosismo e una classifica che non ammette più illusioni.
e.
