Chiara Ferragni è stata prosciolta dalle accuse di truffa aggravata legate ai casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua griffate Dolci Preziosi. A deciderlo è stato il giudice Ilio Mannucci Pacini, della terza sezione penale del Tribunale di Milano, che al termine del processo con rito abbreviato ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere, sancendo di fatto l’estinzione del reato.
L’influencer e imprenditrice digitale era finita al centro dell’inchiesta per presunti messaggi ingannevoli diffusi sui social network, attraverso i quali — secondo l’accusa — avrebbe indotto i consumatori a credere che una parte del ricavato delle vendite dei prodotti dolciari fosse destinata a iniziative benefiche.
La Procura aveva chiesto per Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, ritenendo configurabile il reato di truffa aggravata. Tuttavia, nel corso del procedimento è emerso un elemento decisivo: il risarcimento economico complessivo di circa 3,4 milioni di euro versato dall’imprenditrice a favore delle associazioni dei consumatori Adicu e Codacons, oltre che a una signora di 76 anni coinvolta nella vicenda.
Proprio a seguito di questi risarcimenti, Codacons ha ritirato la querela, aprendo la strada alla pronuncia di improcedibilità arrivata oggi in aula. Un passaggio giuridico chiave che ha portato il giudice a dichiarare estinto il reato e a chiudere definitivamente il capitolo giudiziario del cosiddetto “Pandorogate”.
All’uscita dal tribunale, Chiara Ferragni è apparsa visibilmente emozionata. Poche parole, ma cariche di sollievo: «Siamo tutti commossi. È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta. Ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower».
Con la sentenza di oggi si chiude un caso che ha segnato profondamente il dibattito pubblico sul rapporto tra comunicazione commerciale, beneficenza e responsabilità degli influencer, lasciando sul tavolo interrogativi destinati a pesare ancora a lungo sul settore.

