6 Ottobre 2026, martedì
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Alemanno resta a Rebibbia: la Cassazione chiude la porta al ricorso

La Suprema Corte dichiara inammissibile l’impugnazione sulla condanna a 22 mesi. Respinta la richiesta di revoca parziale dopo l’abolizione dell’abuso d’ufficio

Gianni Alemanno rimane in carcere. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali dell’ex sindaco di Roma contro la condanna a 22 mesi di reclusione che sta attualmente scontando nel penitenziario di Rebibbia, dopo la revoca dell’affidamento ai servizi sociali.

Al centro dell’impugnazione vi era la richiesta di una revoca parziale della sentenza di condanna, alla luce dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. I difensori sostenevano che l’intervenuta abolitio criminis avrebbe dovuto incidere su uno dei capi di imputazione contestati ad Alemanno. Una tesi che, tuttavia, non ha convinto i giudici di piazza Cavour.

In particolare, l’avvocato Cesare Placanica aveva presentato un’istanza contro la decisione dello scorso gennaio della Prima Sezione Penale della Cassazione, che a sua volta aveva già respinto la richiesta di revoca della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Roma. I supremi giudici avevano escluso che l’abrogazione del reato potesse determinare effetti sulla condanna complessiva, maturata nell’ambito del procedimento per traffico di influenze illecite.

La vicenda giudiziaria di Alemanno si inserisce in uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, che ha scosso il Campidoglio e la politica romana, portando alla luce un sistema opaco di relazioni tra criminalità, affari e amministrazione pubblica. Anche in questa fase, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto del ricorso, posizione poi accolta dalla Corte.

Nel frattempo, l’ex primo cittadino ha trasformato l’esperienza detentiva in un racconto pubblico. Dal carcere di Rebibbia continua a scrivere il suo “Diario di cella”, pubblicato anche online, nel quale descrive le condizioni di vita dei detenuti e le criticità strutturali del sistema penitenziario italiano. Da queste pagine, insieme alla testimonianza di un altro detenuto, Fabio Falbo, è nato il libro L’emergenza negata, presentato lo scorso dicembre.

Per Alemanno, dunque, la strada giudiziaria si fa sempre più stretta. Con l’ultima pronuncia della Cassazione, resta confermata la detenzione e si chiude, almeno per ora, ogni spiraglio su una riduzione della pena legata alla cancellazione dell’abuso d’ufficio dal codice penale.

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