15 Luglio 2026, mercoledì
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Valanghe sulle Alpi, doppia tragedia tra Cuneese e Dolomiti: due morti e feriti gravi

Montagna sotto assedio tra vento forte e instabilità del manto nevoso: soccorsi al lavoro per ore

La montagna torna a chiedere un prezzo altissimo. Nel giro di poche ore, due valanghe si sono staccate in zone diverse delle Alpi, provocando la morte di due persone e lasciando dietro di sé feriti gravi, paura e operazioni di soccorso complesse e ancora in corso. Le tragedie si sono consumate tra l’Alta Valle Maira, nel Cuneese, e le Piccole Dolomiti vicentine, in un contesto meteorologico reso critico da vento forte e instabilità del manto nevoso.

Slavina in Alta Valle Maira: un morto e tre feriti

Il bilancio più pesante arriva dalle montagne del Cuneese. Una grossa slavina si è staccata nei pressi del bivacco Bonelli, a circa 2.300 metri di quota, travolgendo un gruppo di escursionisti. Una persona ha perso la vita sul colpo, mentre altri tre sono rimasti feriti: due in modo grave e uno in maniera più lieve.

I feriti più seri sono stati recuperati dall’elisoccorso e trasferiti d’urgenza al pronto soccorso più vicino. Le condizioni ambientali hanno reso difficili le operazioni, con raffiche di vento intense che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbero aver contribuito al distacco della massa nevosa.

Nella stessa area, i soccorritori erano già impegnati per un altro intervento: due scialpinisti francesi erano rimasti bloccati in un bivacco a causa dell’accumulo di neve. Gli elicotteri del Soccorso alpino continuano a sorvolare la zona per escludere la presenza di eventuali dispersi e monitorare un territorio reso particolarmente instabile dalle condizioni meteo.

Recoaro, la valanga fatale sulle Piccole Dolomiti

L’altra tragedia si è consumata in Veneto, a Vajo Gabene, nel territorio di Recoaro Terme, sulle Piccole Dolomiti. Qui uno scialpinista di 50 anni è stato completamente sommerso da una valanga.

L’elisoccorso, decollato da Treviso, ha raggiunto il luogo dell’incidente nel più breve tempo possibile, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Le ferite riportate nell’impatto con la massa nevosa si sono rivelate troppo gravi.

Allerta e prudenza in quota

I due episodi riaccendono l’attenzione sui rischi della frequentazione della montagna in condizioni di forte vento e instabilità del manto nevoso. Le autorità e il Soccorso alpino rinnovano l’invito alla massima prudenza, ricordando l’importanza di consultare i bollettini nivometeorologici e di valutare con attenzione ogni escursione.

Intanto, sulle Alpi, il lavoro dei soccorritori prosegue senza sosta, tra il silenzio spezzato solo dal rumore degli elicotteri e la consapevolezza che, ancora una volta, la montagna ha mostrato il suo volto più duro.

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