Piombino torna al centro del confronto politico e industriale sul futuro dell’acciaio. Nella giornata di ieri la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, insieme al collega Andrea Quartini, ha incontrato i rappresentanti della CGIL e i delegati Fiom delle aziende Jsw e Liberty Magona per un confronto diretto con chi, da anni, vive l’incertezza di vertenze mai risolte.
Al tavolo, il destino di circa duemila lavoratrici e lavoratori e di un intero territorio che continua a pagare il prezzo di rinvii e promesse rimaste sulla carta. «Siamo venuti a Piombino per ascoltare – ha spiegato Appendino – perché dietro queste vertenze ci sono famiglie, competenze industriali e una comunità che non può più permettersi di aspettare».
Nel mirino del Movimento 5 Stelle c’è in particolare la situazione di Jsw. Secondo la deputata, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, deve convocare con urgenza l’azienda al Mimit per arrivare alla firma dell’accordo di programma, passaggio fondamentale per garantire tutele ai lavoratori e dare una prospettiva certa allo stabilimento. «Ogni ulteriore rinvio è inaccettabile», ha sottolineato.
Non meno preoccupante, per Appendino, è il quadro che riguarda Liberty Magona. Qui, ha ribadito, servono risposte «rapide e concrete» per sbloccare il concordato e restituire certezze sia sul piano occupazionale sia su quello del futuro industriale del sito produttivo.
«L’acciaio è un settore strategico per il Paese – ha concluso la deputata – e Piombino non può continuare ad assistere a un susseguirsi di annunci mai tradotti in fatti. Se il governo continuerà a restare immobile, noi non smetteremo di portare queste vertenze in Parlamento, con interventi e interrogazioni, finché non arriveranno risposte vere».
Le dichiarazioni sono arrivate a margine dell’incontro con lavoratori e sindacati, a conferma della volontà del Movimento 5 Stelle di mantenere alta l’attenzione politica su una crisi industriale che, da troppo tempo, attende soluzioni concrete.
