24 Ottobre 2026, sabato
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Norton-Cuffy spinge il Genoa fuori dalla tempesta

Al Bluenergy Stadium una sfida nervosa e vibrante: Malinovskyi apre, Piotrowski illude l’Udinese, poi l’esterno inglese firma il colpo da tre punti

UDINE – In una serata che profuma già di scontri diretti pesanti, il Bluenergy Stadium finisce per avvolgersi dei colori rossoblù. Il Genoa di Daniele De Rossi, sempre più riconoscibile nella qualità del gioco e nella compattezza mentale, espugna Udine con un 2-1 che vale molto più dei tre punti. A decidere, dopo un botta e risposta tra il rigore di Malinovskyi e il pareggio di Piotrowski, è una zampata rabbiosa di Norton-Cuffy a sette minuti dal termine. Una firma che pesa, perché consegna ai liguri un balzo fondamentale in zona salvezza e lascia l’Udinese con più rimpianti che risposte.

Il primo scossone: Udinese brillante, Genoa concreto
La partita si apre con un’illusione friulana: Davis trova il gol che potrebbe indirizzare la gara, ma il Var spegne l’entusiasmo in pochi istanti. L’Udinese, pur organizzata, comincia pian piano a perdere compattezza dopo l’uscita per infortunio di Zemura, mentre il Genoa cresce nella gestione del campo e dei ritmi. Le trame si fanno più pulite, i movimenti degli attaccanti iniziano a creare linee di passaggio interessanti e la gara si sposta progressivamente nella metà campo bianconera.

Al 34’ arriva l’episodio che spezza l’equilibrio: Okoye esce in maniera avventata e travolge Colombo. L’arbitro indica il dischetto senza esitazioni. Malinovskyi, glaciale, trasforma e porta avanti il Genoa con un rigore che pesa anche sul piano psicologico. Da lì in avanti, la squadra di De Rossi controlla con ordine, costringendo l’Udinese a inseguire.

La risposta friulana: Piotrowski accende il pubblico
La ripresa cambia subito il copione. L’Udinese torna in campo con un’altra energia, guidata da un Piotrowski dominante per intensità, idee e continuità di gioco. Zaniolo sovrasta fisicamente gli avversari, anche senza creare veri pericoli, mentre Otoa limita in modo esemplare il lavoro di Davis. La squadra di Cioffi spinge e si costruisce l’occasione migliore con Bertola, che trova un Leali reattivo e puntuale.

Il pareggio arriva al minuto 65, frutto di una manovra ben orchestrata: Rui Modesto pennella un pallone preciso, Piotrowski lo accompagna con la sensibilità di un centrocampista in fiducia e lo trasforma in rete con un piatto sicuro. È un gol che riaccende tutto, dallo stadio alla partita.

Il colpo del Grifone: la zampata che vale una svolta
Ma il Genoa non si lascia travolgere dall’inerzia. De Rossi rinfresca l’attacco, gettando nella mischia Messias ed Ekuban, e la squadra ritrova immediatamente profondità e aggressività. Proprio da una combinazione tra i due nasce l’azione che prepara la palla del definitivo sorpasso.

All’83’ il pallone vaga nell’area bianconera per un istante di troppo. Norton-Cuffy, che aveva già mostrato gamba e coraggio, vede il varco, ci entra di prepotenza e anticipa tutti con una conclusione che sembra una dichiarazione di intenti. È il 2-1, un colpo che taglia il fiato all’Udinese e conferma il carattere del Genoa.

Nel finale i friulani provano a riemergere, ma Leali respinge l’ultimo tentativo, mentre l’ingresso di Iker Bravo non sposta gli equilibri. Le lancette scorrono e il verdetto resta intatto.

La classifica cambia tono: Genoa in risalita, Udinese spreca
De Rossi porta il suo Genoa a quota 14, agganciando Cagliari, Torino e Parma e soprattutto mettendo quattro punti di distanza tra sé e il Pisa terzultimo. Un margine che non è definitivo ma che cambia la prospettiva di un cammino complesso.

Per l’Udinese, invece, il rammarico è evidente: restano 18 i punti, resta l’occasione mancata per avvicinare la zona europea e resta la sensazione di una squadra che crea, si accende, reagisce, ma non sempre riesce a reggere gli urti nei momenti cruciali.

La notte di Udine, però, un vincitore ce l’ha. È il Genoa che ha saputo soffrire, colpire, reagire e, soprattutto, credere nella propria strada fino all’ultimo pallone. De Rossi incassa un successo che pesa come un mattone nel muro della stagione.

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