6 Ottobre 2026, martedì
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Cerasuolo illumina Lublino: oro nei 50 rana. Martinenghi completa la festa con un bronzo di carattere

Agli Europei in vasca corta l’emiliano domina la gara sprint e firma un successo di forza e maturità. Il varesino, non al meglio, mantiene lucidità e conquista un podio prezioso.

A Lublino, dove gli Europei in vasca corta stanno regalando all’Italia giornate da protagonista, la velocità dei cinquanta metri rana ha assunto i contorni di un piccolo manifesto del nuoto azzurro. Simone Cerasuolo ha trasformato una finale ad altissima tensione in un assolo sorprendente per precisione e personalità, conquistando una medaglia d’oro che restituisce la misura della sua crescita. Dietro di lui il turco Huseyin Emre Sacki, capace di tenere il passo nella frazione centrale ma non di contenerne l’allungo. Terzo, a completare un podio che parla ancora italiano, Nicolò Martinenghi, lucido nel difendere una medaglia nonostante una condizione lontana dall’eccellenza.

Per Cerasuolo, vent’anni e un talento che negli ultimi mesi ha iniziato a comporsi con impressionante chiarezza, la gara si è decisa fin dal tuffo. Lo stacco dal blocco, esplosivo e pulito, lo ha proiettato immediatamente davanti, costringendo gli avversari a una rincorsa complessa in un contesto dove ogni dettaglio diventa decisivo. Sacki ha provato a rimanergli agganciato, soprattutto nel passaggio alla virata, il momento in cui la spinta subacquea può ricucire distanze o ampliare divari. Cerasuolo, però, ha gestito quel tempo sospeso con freddezza da veterano, uscendo dalla subacquea con un margine sufficiente per impostare gli ultimi venticinque metri come una progressione irresistibile.

Il tocco in 25″67 è il suggello di un’esecuzione quasi impeccabile e, soprattutto, di un percorso che il ragazzo emiliano non vive come una sorpresa, ma come la naturale conseguenza di un lavoro quotidiano, rigoroso e spesso silenzioso. Sacki ha chiuso in 25″85, mentre Martinenghi, stretto tra esperienza e qualche imperfezione tecnica, ha difeso il bronzo in 25″86 con la solidità di chi conosce alla perfezione la gestione della pressione.

A fine gara Cerasuolo non ha nascosto la propria emozione, ma ha mantenuto uno sguardo critico sulla prestazione: «Sono felice per la vittoria, un po’ meno per il tempo. So che in vasca corta ho ancora margini importanti. Non posso negarlo: sono contento ed emozionato. Se a gennaio 2025 mi avessero detto che sarei stato campione del mondo e campione europeo non ci avrei creduto. E invece è successo». Parole che raccontano la consapevolezza di chi, pur in una fase di crescita esponenziale, non perde l’attenzione sui dettagli che fanno la differenza.

Dietro di lui, Martinenghi ha costruito un podio di valore. Pur alle prese con una gestione tecnica migliorabile, il varesino ha accolto la medaglia con la serenità di chi sa pesare con equilibrio i segnali della stagione: «Va bene la medaglia, ci mancherebbe, e dividere il podio con Simone – che è un grande amico – è un piacere. Però ho commesso tanti errori che non devo più ripetere. In ogni caso mi sono divertito in questi giorni».

La fotografia di questa finale è, in fondo, il riflesso più genuino del momento del nuoto italiano: un gruppo giovane, competitivo, capace di prendersi la scena con stili diversi e personalità distinte. L’oro e il bronzo nei 50 rana non rappresentano soltanto un traguardo, ma l’ennesimo tassello di una stagione che sta contribuendo a ridisegnare le ambizioni della squadra azzurra, sempre più protagonista nel panorama internazionale. A Lublino, la vasca corta ha restituito una certezza: l’Italia non solo c’è, ma continua a crescere.

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