25 Ottobre 2026, domenica
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Norris, il giorno della consacrazione

Verstappen domina e vince ad Abu Dhabi, ma il terzo posto basta all’inglese per diventare campione del mondo. Ferrari chiude il Mondiale con il quarto posto di Leclerc

Abu Dhabi offre l’ultimo sfondo dorato a una stagione che resterà scolpita negli archivi della Formula 1. Max Verstappen si prende l’ottava vittoria dell’anno, Oscar Piastri firma un secondo posto di valore assoluto, ma la fotografia più importante è quella di Lando Norris, terzo sul traguardo e per la prima volta campione del mondo. Un titolo conquistato con due punti di margine sull’olandese della Red Bull, al termine di un campionato che ha oscillato fino all’ultima curva e che la McLaren ha interpretato con una lucidità strategica degna dei grandi cicli.

La gara di Yas Marina è stata un mosaico di calcoli, rischi misurati e improvvisi lampi di talento. In pista Verstappen ha imposto sin da subito una superiorità tecnica limpida, gestendo il ritmo come solo lui sa fare in condizioni di equilibrio precario tra conservazione e velocità pura. Lo hanno inseguito, vicini ma non abbastanza, i due alfieri McLaren: Piastri solido, lineare, efficace nel corpo a corpo; Norris più nervoso, costretto a interpretare ogni passaggio con la consapevolezza che un singolo errore avrebbe demolito un anno intero.

Alle loro spalle si è consumata la prova d’orgoglio di Charles Leclerc, quarto con una Ferrari reduce da una delle stagioni più contorte e frustranti degli ultimi decenni. Il monegasco ha firmato il giro più veloce e ha difeso con ostinazione ogni posizione, restituendo alla squadra almeno l’onore di una prestazione tecnicamente solida nell’ultimo atto. George Russell, invece, ha pagato un avvio complicato: partito quarto, ha perso subito due piazzole, scivolando in una gara di inseguimento da cui non è più risalito in modo significativo.

Il primo vero snodo della corsa si è materializzato a metà distanza, quando Norris – già rientrato ai box – ha dovuto forzare un sorpasso su Yuki Tsunoda. L’inglese ha messo tutte e quattro le ruote oltre il limite della pista per completare la manovra, finendo sotto la lente dei commissari. Da una parte la penalità di cinque secondi inflitta a Tsunoda per un doppio movimento in fase difensiva; dall’altra l’assenza di provvedimenti nei confronti di Norris, ritenuto non colpevole nella sua escursione oltre i cordoli. Un episodio che ha pesato sulla serenità del momento, ma che non ha inciso sull’esito finale.

Il secondo spartiacque è stato invece strategico: la McLaren ha scelto di coprire Leclerc nel doppio pit stop, sacrificando un margine potenzialmente più ampio pur di impedire alla Ferrari di inserirsi nel duello mondiale. Una decisione chirurgica, frutto di una lettura profonda della gara e del campionato, che ha permesso alla squadra di mantenere il controllo fino al traguardo.

Dietro il quartetto di testa, Fernando Alonso ha chiuso sesto dopo un avvio aggressivo che lasciava presagire ambizioni maggiori. Settima posizione per Esteban Ocon, che ha guadagnato la meglio su Lewis Hamilton, autore dell’ennesima rimonta da fondo gruppo ma incapace di incidere veramente sulla classifica. A punti anche Oliver Bearman con la Haas e Nico Hulkenberg su Sauber, rispettivamente nono e decimo, entrambi premiati da una gara condotta con stabilità e rigore.

Più attardato Andrea Kimi Antonelli, tredicesimo e mai realmente in grado di trovare il passo giusto per agganciare la metà alta del gruppo. Una gara sotto tono che non cancella, tuttavia, il potenziale mostrato durante la stagione.

Il Mondiale si chiude così con il sorriso di Norris, trentacinquesimo campione del mondo nella storia della Formula 1, al termine di un anno in cui la McLaren ha riscritto la propria identità, passando da promessa a certezza. Verstappen, pur dominatore della gara, vede interrompersi la sua supremazia iridata; Piastri conferma di essere un talento già maturo. La Ferrari, dal canto suo, archivia uno dei capitoli più complicati della propria storia recente salvando un frammento di orgoglio con Leclerc.

Sulla notte di Yas Marina cala il sipario. Un campionato si chiude, un altro inizia idealmente nel sorriso di un nuovo campione.

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