6 Ottobre 2026, martedì
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Nel cuore del Quarticciolo il blitz che smantella la rete dello spaccio: undici arresti e centinaia di dosi sequestrate

Imponente operazione dei Carabinieri nella periferia est della Capitale: elicotteri, unità cinofile e reparti speciali per colpire uno dei crocevia dello smercio di crack e cocaina

Una manciata di strade, qualche cortile condominiale, angoli di verde trasformati in adattamenti improvvisati per nascondere droga e denaro. È nel dedalo urbano del Quarticciolo, quadrante est di Roma, che nelle ultime ore i Carabinieri hanno messo a segno una vasta operazione antidroga culminata nell’arresto di undici persone, tutte ritenute gravemente indiziate di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Un dispositivo imponente, quello che ha visto impegnati i militari della Compagnia Roma Casilina e della Stazione Tor Tre Teste, affiancati dagli Squadroni Eliportati Cacciatori Sicilia e Puglia, dal Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e dal Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria. Una mobilitazione che dimostra quanto il quartiere, da tempo sotto osservazione, resti uno dei punti sensibili del narcotraffico capitolino. Le operazioni – fanno sapere dal Comando Provinciale dei Carabinieri – si inseriscono nel piano di rafforzamento della sicurezza voluto dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condiviso nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il bilancio è pesante: 675 dosi di crack e cocaina già pronte allo smercio, due panetti di hashish e circa 2.000 euro in contanti, ritenuti frutto delle attività illecite. Ma sono i dettagli dei singoli interventi a restituire la fotografia di un mercato del narcotraffico capillare, in cui convivono spacciatori giovani, stranieri irregolari e figure già note agli inquirenti.

In via Ostuni, i militari hanno sorpreso un ventinovenne marocchino con 5 dosi di crack e 9 di cocaina – appena 9 grammi complessivi – ma accompagnati da 300 euro in contanti, considerati l’incasso immediato. Poco distante, un cittadino tunisino è stato fermato con 148 dosi di crack per un peso di 91 grammi, quantità che suggerisce un ruolo più strutturato nella rete dello spaccio. Ancora nella stessa via, un trentenne algerino e un minorenne romano sono stati trovati con 13 dosi di crack, 40 di cocaina e 710 euro.

Spostandosi su via Manfredonia, i Carabinieri hanno individuato un quarantenne egiziano in possesso di 2 dosi di cocaina, 100 grammi di hashish e 100 euro; un quantitativo più vario che apre alla possibilità di un approvvigionamento multiprodotto destinato a differenti fasce di consumatori.

Non meno significativo il gruppo composto da un diciannovenne egiziano, due italiani e un ventottenne tunisino: osservati mentre occultavano nella vegetazione 207 dosi di crack e 109 di cocaina, sono stati bloccati mentre tentavano di recuperare o nascondere il materiale. In un’altra circostanza, un quarantacinquenne nigeriano e un ventottenne marocchino – entrambi senza fissa dimora – sono stati sorpresi con 9 dosi di crack, altrettante di cocaina e 50 euro in contanti.

La rete appare talmente diffusa da coinvolgere, secondo gli investigatori, anche giovanissimi già noti alle forze dell’ordine: un diciannovenne egiziano, senza fissa dimora e con precedenti, è stato bloccato mentre nascondeva 146 dosi di crack e 61 di cocaina in un’aiuola e all’interno di un vano contatore. Infine, tre soggetti – due italiani di 19 e 21 anni e un ventisettenne tunisino, tutti con precedenti – sono stati trovati con 61 dosi di crack, 48 di cocaina e 700 euro.

Il quadro della situazione è stato ulteriormente completato dal lavoro delle unità cinofile, che hanno permesso ai Carabinieri di rinvenire, all’interno dei lotti condominiali, dosi già confezionate e pronte per lo smercio nascoste tra siepi e pertinenze: 61 dosi di cocaina per un peso di 34 grammi, 63 dosi di crack pari a 21 grammi e 9 dosi di hashish per 11 grammi complessivi. Un deposito diffuso, apparentemente gestito a piccoli lotti per ridurre il rischio di sequestro, ma rivelatore dell’intensa attività criminale in corso.

Tutti gli arresti sono stati convalidati. L’operazione, spiegano fonti investigative, non rappresenta soltanto un colpo alle piazze di spaccio del quartiere, ma un segnale della volontà dello Stato di presidiare con continuità un territorio spesso teatro di tensioni, abbandono e radicamento criminale. Un ulteriore tassello nel tentativo di restituire sicurezza a una delle periferie più complesse della Capitale.

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