La traiettoria della politica americana verso un approccio sempre più competitivo e centrato sul confronto con la Cina non è una novità, ma la nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha reso ufficiale ciò che fino a ieri era percepito solo come tendenza. A commentarla è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, attraverso un post sul social X, sottolineando come l’amministrazione Trump abbia semplicemente esplicitato un concetto già evidente: l’Unione Europea ha un ruolo marginale nella strategia globale di Washington.
“Gli Stati Uniti stanno affrontando una competizione sempre più complessa con la Cina”, scrive Crosetto, “e ogni loro decisione futura sarà guidata da un unico obiettivo: rafforzare la propria posizione in questo confronto”. Il ministro osserva come la trasformazione del rapporto transatlantico fosse già visibile prima dell’avvento di Trump, ma l’ex presidente americano ne ha accelerato l’evoluzione.
Per Crosetto, la novità più significativa riguarda il concetto di sicurezza. “Da decenni, l’Italia ha beneficiato di garanzie di difesa offerte gratuitamente dai nostri alleati statunitensi. Ora, questa realtà cambia rapidamente. Dobbiamo prepararci a gestire in autonomia ciò che finora ci è stato garantito: sicurezza, difesa e deterrenza, non solo in termini militari”.
Il ministro evidenzia come, negli ultimi anni, l’Italia abbia lavorato per costruire un sistema di relazioni bilaterali con Paesi in Africa, nel Golfo, in Asia, in Sud America e in Australia, per rafforzare la sicurezza economica, energetica e degli approvvigionamenti strategici. Parallelamente, sottolinea Crosetto, il nostro Paese ha cercato di stimolare una visione europea più realistica e pragmatica, pur confrontandosi con resistenze ideologiche e burocratiche profonde.
L’Europa, spiega il ministro, resta comunque un partner naturale per affrontare sfide che da soli sarebbero impossibili. “Recuperare il tempo perduto in ambiti tecnologici fondamentali richiede investimenti ingenti, sia pubblici sia privati, che anche per ventisette nazioni risultano pesanti, ma indispensabili. Lo stesso vale per la Difesa: più siamo uniti, più siamo forti e meno costa”.
Crosetto conclude con una riflessione che unisce realismo geopolitico e senso pratico: “Siamo nel pieno di cambiamenti epocali. Occorre vederli, interpretarli e orientare la nave, come si fa in mare durante una tempesta. Nessuno, nemmeno i più grandi, può controllare i flussi dei tempi che viviamo, ma tutti siamo chiamati a navigarli al meglio”.
Con queste parole, il ministro traccia una fotografia chiara del momento storico, evidenziando la necessità di un’autonomia strategica europea e italiana, non come scelta ideologica, ma come risposta obbligata a una realtà internazionale in rapido mutamento.
