La legge di Bilancio entra nella sua fase decisiva. L’ufficio di presidenza della Commissione Bilancio del Senato ha tracciato il percorso che dovrà condurre all’approvazione del testo entro la metà di dicembre, con l’obiettivo di trasmettere la Manovra alla Camera in tempi utili per la seconda lettura e il via libera definitivo entro fine anno.
Secondo il cronoprogramma illustrato dal presidente della Commissione, Nicola Calandrini, il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 10 del 14 novembre, mentre i gruppi parlamentari avranno tempo fino alle 19 di martedì 18 per indicare le proposte segnalate su cui concentrare il confronto. Un calendario serrato, studiato per garantire un iter rapido ma ordinato, evitando il rischio di slittamenti che potrebbero comprimere i tempi dell’esame a Montecitorio.
«L’obiettivo – ha spiegato Calandrini – è portare il testo in Aula e ottenere il via libera del Senato entro il 15 dicembre. Se possibile, anche qualche giorno prima, considerati gli altri impegni e i provvedimenti urgenti da approvare, come il decreto Anticipi». Una tabella di marcia che riflette la volontà della maggioranza di mantenere il controllo del calendario parlamentare, assicurando al governo una finestra di manovra sufficientemente ampia per affrontare eventuali modifiche o correzioni in corso d’opera.
La sessione di bilancio, come ogni anno, si preannuncia quindi intensa e politicamente delicata. Sul tavolo restano i nodi di coperture, fisco e pensioni, con la necessità di conciliare le priorità del governo con le richieste dei gruppi parlamentari e le indicazioni che arriveranno dall’Unione europea.
Il ritmo serrato imposto in Senato segna l’avvio di una corsa contro il tempo che, come da tradizione, scandirà le ultime settimane dell’anno politico. L’obiettivo dichiarato resta uno solo: consegnare al Paese una Manovra approvata nei tempi, senza il ricorso alla gestione provvisoria e con margini di intervento per le prossime tappe della legislatura.
